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Roma, 5 ott – Ci risiamo, mentre il governo giallofucsia si prepara a rifilare ai cittadini nuove restrizioni in virtù di una impennata dei contagi (che però – qua sta il punto – non comporta alcun aumento dei malati di Covid-19), anche gli “espertoni” lanciano l’allarme evocando lo spettro del lockdown. E’ il caso di Massimo Galli, che addirittura parla di possibile ritorno alla situazione di marzo, quando l’epidemia c’era veramente. “Siamo in pericolosa ascesa, è sufficiente un’aritmetica elementare per capirlo. Il trend è in chiara ascesa e questo implica la necessità di interventi decisi. E’ un andamento che non può che essere considerato preoccupante“, dice il primario infettivologo dell’ospedale Sacco-università degli Studi di Milano, intervenuto ad Agorà su Rai3. Peccato che il medico non citi qualche dato, men che mai appunto quelli sui nuovi ricoveri.

Galli dà la colpa a “un’estate troppo frizzante” e ai giovani

Galli se la prende fuori tempo massimo con le discoteche aperte e la movida della stagione estiva. “E’ stata un’estate troppo frizzante per molti aspetti, troppo fuori norma. Quanto sia l’impatto delle scuole ancora non si può dire, anche se nel Lazio ci sono state segnalazioni. Le scuole stanno dando il loro contributo, non tanto all’interno quanto all’esterno”, fa presente. Poi quando sullo schermo in studio scorrono immagini di un assembramento in un locale, l’infettivologo sgancia la bomba: “Stiamo andando a rischiare una situazione comparabile per alcuni aspetti a quella di marzo. Vogliamo questo? Vogliamo vanificare i sacrifici fatti durante il lockdown per andare a ondeggiare in un locale che andrebbe chiuso? Soffro all’idea di criminalizzare i giovani e di considerarli responsabili di quello che succede, ma questo non è un atteggiamento responsabile“. Certo, ci soffre Galli, è evidente. Ma obtorto collo deve fare un po’ di sano terrorismo psicologico.

“Temo che nuove misure siano inevitabili e spero non siano tardive”

“Quest’estate ha rimescolato le carte e si è visto quando abbiamo riaperto. Gli spostamenti interni e i comportamenti durante il periodo estivo hanno messo il seme di un’ulteriore diffusione. Non si può pretendere che se si riprenda non si paghi dazio con infezioni sul luogo di lavoro e nel contesto scolastico”, chiarisce Galli. “Se si aprono le discoteche e si indicono le elezioni come se niente fosse, è un segnale opposto a ‘non è finita’“. “Quello che è successo in Francia e in Spagna è davanti ai nostri occhi, temo che nuove misure siano inevitabili e spero che non siano tardive“. Ecco servita l’imbeccata, visto che è in arrivo il nuovo Dpcm.

“Siamo su crinale verso situazione di assoluta gravità”

Noi siamo adesso sul crinale che ci potrebbe portare ad una situazione di assoluta gravità. Non possiamo chiudere le scuole e non vogliamo chiudere le scuole. Non possiamo chiudere le attività economiche. Convivere con il virus vuol dire questo”, avverte Galli. “E’ grave che si continui a pensare che si possa gestire questa cosa facilmente nella condizione della normalità, soprattutto perché la nostra normalità – con il nostro sistema sanitario e le nostre leggi – ci mette in grandissima difficoltà”. Insomma, per il medico così non va bene: bisogna richiudere qualcosa, tanto per cominciare.

Adolfo Spezzaferro

3 Commenti

  1. …., io invece ti dico che prima che il gallo canti una seconda volta domani mattina, mi avrai rinnegato tre volte.

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