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Roma, 30 mag – Torna a parlare della situazione in Rai Giampaolo Rossi, consigliere, che interviene sulle parole di Matteo Salvini nei confronti di Gad Lerner, che dal 3 giugno condurrà la trasmissione L’approdo su Rai Tre.



“Lerner figlio di intolleranza ideologica”

“Io non apprezzo intellettualmente Gad Lerner, lo ritengo un intellettuale divisivo nel paese, portatore di una cultura di odio e intolleranza, figlio di Lotta Continua e di quei movimenti fallimentari che hanno prodotto estremismo ideologico e violenza nella storia di questo Paese. Nello stesso tempo, però, apprezzo il direttore di Rai3 Stefano Coletta che ritengo uomo di prodotto come pochi in Rai. Per questo, nel rispetto dell’autonomia editoriale che va salvaguardata all’interno del servizio pubblico, mi rimetto alla sua scelta di dare la conduzione di un format a Gad Lerner”.

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“Quella di Salvini? Solo un’opinione”

Intervistato da AdnKronos, Rossi nega che quella di Salvini sia una dichiarazione atta a creare una sorta di “lista di proscrizione” per gli indesiderabili, voci opposte alle opinioni e all’operato del vicepremier. “Ma no! E’ una opinione, condivisibile o meno, ma una opinione. Voglio ricordare che ad oggi l’unico che ha prodotto liste nere è proprio Gad Lerner che, nelle settimane scorse, ha individuato intellettuali e giornalisti di destra, rei di non essere allineati al pensiero unico di cui lui è custode e sacerdote, e quindi da mettere al bando. Il pluralismo non si calcola per sottrazione ma per somma” ammonisce Rossi. “Non si realizza togliendo le voci ma aumentandole. Per questo non mi scandalizza il format di Lerner su Rai3, in linea con il pubblico della rete, tanto è che i palinsesti estivi, che contengono anche il suo programma, sono stati approvati dall’intero Cda con la sola astensione di Borioni e Laganà”.

“Rai Uno “sovranista”?”

Ma Rossi non esaurisce qui la sua vis polemica: “Mi stupisce, invece il fatto che sulle altre reti, mi riferisco in particolare a Rai1 definita sovranista, non ci siano nuovi talk di approfondimento politico con voci dissonanti rispetto al mainstream come, per esempio, quelle di Maria Giovanna Maglie o Laura Tecce o di altri giornalisti e intellettuali di destra che potrebbero condurre nuovi programmi. L’unico che ha prodotto un talk originale in questo senso – fa notare Rossi – è Freccero con Povera Patria che sta ottenendo, tra l’altro, ottimi risultati su Rai2. Il pluralismo si attua così, aumentando le voci e non diminuendole – ribadisce Rossi – E in realtà il nuovo piano industriale voluto dall’ad Salini va proprio nella direzione di un maggiore pluralismo all’interno della Rai, poiché mette al centro il prodotto, calibrandolo misurandolo con le diverse sensibilità culturali del Paese e con i nuovi bisogni di fruizione. La Rai è un’azienda complessa, cambiarla richiede tempo, competenza e visione. Noi ci stiamo provando“.

Ilaria Paoletti

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