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Melendugno (Le), 13 ago – È stato identificato uno dei presunti autori dello stupro ai danni di una quindicenne torinese in vacanza nel Salento. Si tratta di un immigrato di 22 anni del Gambia, richiedente asilo e domiciliato a Roma. È stato denunciato per violenza sessuale, ma è a piede libero perché trovato sprovvisto di documenti. Messo alle strette, ha negato con forza ogni coinvolgimento e si è detto disponibile anche al prelievo di campioni biologici per provare la sua innocenza.
Era la notte di San Lorenzo quando la ragazzina, in vacanza in Salento insieme ad alcuni amici nella casa dei nonni, ha subìto la violenza. Era in spiaggia con gli amici per vedere le stelle cadenti e in compagnia ha brindato un po’ troppo alla serata, ubriacandosi. Nell’euforia generale nessuno ha visto che da sola si era addentrata nella pineta di Torre dell’Orso. Una volta allontanatasi dal gruppo di amici che era sulla vicina spiaggia è stata aggredita.
Nella pineta si accampano spesso molti immigrati che di giorno fanno i venditori ambulanti abusivi sulle spiagge salentine, tanto che a fine luglio la polizia aveva effettuato un blitz per ripulire la zona. È noto che a Melendugno, con la pineta di Torre dell’Orso, pur essendo una delle perle più frequentate del Salento, extracomunitari e spacciatori tengono sotto scacco ormai tutta la zona, creando non pochi problemi di ordine pubblico e sicurezza. Ora, con lo stupro, la situazione diventa un’emergenza. 
La ragazzina ha anche raccontato che, essendo sotto l’effetto dell’alcol, dopo lo stupro si è addormentata in una tenda nella pineta, mentre famigliari e amici la stavano cercando, preoccupati dal fatto che era mezzanotte e non era ancora rientrata a casa. Solo quando alle 5 di mattina è stata ritrovata, addormentata nella pineta, frastornata e sotto choc, è stato possibile denunciare l’accaduto e prestarle le cure del caso. Dai racconti della quindicenne è emerso che a stuprarla sono stati due africani. Grazie alla descrizione fornita dalla giovane, gli inquirenti hanno potuto risalire al gambiano fermato, che la ragazzina ha riconosciuto come uno dei suoi aggressori. Il suo complice, però, non è ancora stato identificato.
Anna Pedri



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