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Toscolano Maderno (BS), 13 ago – Se la protesta degli immigrati per avere Sky è stata bollata come fake news, quella dei richiedenti asilo stanchi di vivere in un hotel in riva al lago di Garda è pura verità. Perché a sentire loro quella in cui sono ospitati ormai da tempo è una “struttura di m…”. Nei giorni scorsi 35 richiedenti asilo, tutti maschi tra i 20 e 30 anni, ospitati presso l’hotel “I Tre Lampioni” di Toscolano Maderno in provincia di Brescia, hanno manifestato fuori dalla struttura ed esposto uno striscione di protesta per chiedere condizioni igienico-sanitarie dignitose e il rispetto dei tempi burocratici previsti per la valutazione del loro status. L’italiano del testo era sgrammaticato e zeppo di errori, come ben si vede dalla foto. Chissà se era una cosa voluta, per attirare di più l’attenzione, o se invece i tanto sbandierati corsi di lingua previsti nei progetti di integrazione non hanno sortito effetto alcuno.
tre lampioni protesta profughi garda
L’hotel in questione di sicuro non è un park hotel con tutti i comfort che un turista possa desiderare. Inoltre è stato escluso dal nuovo bando per l’affidamento dei progetti di accoglienza con decreto della Prefettura per mancanza di requisiti, motivo per cui entro il 31 dicembre, i 35 richiedenti asilo dovranno probabilmente essere trasferiti.
Sta di fatto, però, che qualcuno in precedenza l’autorizzazione a ospitare gli immigrati all’hotel l’ha data, e qualcun altro con l’accoglienza ci fa soldi. Lo conferma anche il vicesindaco di Toscolano Maderno, Davide Boni, che a proposito dei gestori ha affermato: “L’albergo probabilmente non gli rendeva un’acca, il problema è che serviva a far dormire la gente che poi dovrebbe essere inserita in un contesto. Qui si è creata una situazione spiacevole di un albergatore che non è stato all’altezza di aumentare i numeri dei richiedenti asilo e che non ha mai accompagno questa sua scelta a dei percorsi di integrazione”. Che tradotto significa che si è solo intascato i famigerati 35 euro al giorno per ciascun immigrato e niente più.
Anna Pedri 

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2 Commenti

  1. Beh il 31 dicembre riaffidiamoli ai propri stati di provenienza, e il camping usiamolo per portare i bambini delle famiglie Italiane che non possono permettersi le vacanze.
    Mi ricordo quando il Duce aveva instituito le colonie per i meno abbienti, o è troppo fascista pensare al proprio Polopo?

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