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Roma, 15 mar – “Un film in cui ce se capisce e nun ce se capisce”. E’ una citazione di Sergio, il direttore di produzione nella serie Boris, a descrivere perfettamente la matassa inestricabile del quadro politico italiano. Ogni giorno una sequela di rumors, dichiarazioni sibilline, retroscena. L’ultima ipotesi sul tavolo è quella di una possibile intesa tra Salvini e Di Maio. L’aria di stallo, soprattutto se prolungato, potrebbe nuocere ai due vincitori delle ultime elezioni, tanto da poter decidere di sparigliare le carte insieme. Come? Con un “governo di scopo”, utile solo a rifare una legge elettorale, con premio di maggioranza, che permetta a chi vince di governare, per tornare poi al più presto alle urne. Questo potrebbe essere il “piano segreto” di Salvini, che ieri in conferenza stampa, dopo aver negato l’ipotesi di un dialogo con il Pd, ha in parte lisciato il pelo al Movimento 5 Stelle: “Con loro c’è una differenza culturale di fondo, ma bisogna capire e approfondire la loro proposta, vedere quando dalle parole si passa ai fatti”.
Alle dichiarazioni è seguita una telefonata del segretario del Carroccio al leader pentastellato. Non sono pochi gli ostacoli a questa ipotesi. Quale sarebbe la figura di alto profilo, come riporta anche Repubblica “un magistrato o un costituzionalista di chiara fama che dia garanzie anche al Quirinale”?. E quando si dovrebbero fare queste nuove elezioni? A ottobre, con l’approvazione della legge di bilancio in calendario? Senza contare che Di Maio sarebbe “pronto”, mentre Salvini dovrebbe almeno egemonizzare il centrodestra e preferirebbe magari arrivare almeno alla primavera 2019. Mattarella poi come è noto non è propriamente un fan delle elezioni anticipate, considerando poi che per la Ue e i “mercati” quello della stabilità è un dogma. Anche molti parlamentari neo eletti, ai quali scatterebbe il vitalizio dopo quattro anni e sei mesi di legislatura, non vedrebbero di buon occhio un ritorno alle urne.
Dunque l’intesa Lega-M5S potrebbe limitarsi ad un accordo per le presidenze di Camera e Senato? Per la Lega i nomi caldi sono quelli di Giancarlo Giorgetti alla Camera e Roberto Calderoli al Senato, mentre per i 5 Stelle si parla di Roberto Fico a Montecitorio e Danilo Toninelli a palazzo Madama. Certo in questo caso i “nomi di garanzia”, evocati da Di Maio in più occasioni, sarebbero solo quelli utili a garantire l’accordo con Salvini e non avrebbero un “respiro istituzionale”. Ad ogni modo i contatti tra i due leader “populisti” potrebbero anche essere solo un diversivo. Per il M5S potrebbe servire a scuotere il Pd, convincendo i dem ad appoggiare un loro esecutivo: per Franceschini con un voto anticipato in autunno il Pd “finirebbe al 5%”, un’ipotesi alla quale sarebbe preferibile un appoggio esterno ai grillini.
Per Salvini, che ha sempre detto che il suo “perimetro politico è il centrodestra”, i contatti con Di Maio andrebbero letti alla luce del braccio di ferro in corso con Berlusconi. Prima le tensioni durante il vertice l’altro ieri sera a Palazzo Grazioli, poi le uscite “sovraniste” in campo europeo sullo sforamento del parametro del 3% di Bruxelles e le dure critiche a Juncker, in questo momento “alleato” dell’ex cavaliere. Adesso la preferenza nei confronti per i pentastellati a scapito del Pd, con cui i “pontieri” forzisti stanno già trattando da giorni. Berlusconi avrebbe già scongelato Gianni Letta, mentre Denis Verdini è stato riavvistato ad Arcore. Anche Romano Prodi, come riporta La Stampa, avrebbe detto rispetto all’ipotesi di accordo 5 Stelle-Lega “Silvio non lo permetterà mai”. Tra schermaglie, voci di corridoio, diversivi, la nebbia è ancora fitta e capire come andrà a finire è quasi impossibile. Almeno fino al 23 marzo, giorno in cui si potrebbe procedere all’elezione dei presidenti elle due camere, quello della politica italiana rimarrà un film dove “ce se capisce e nun ce se capisce”.
Davide Di Stefano 

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4 Commenti

  1. Ormai si sà,il M5S parte con l’intenzione di essere un movimento politico nè di destra nè di sinistra.
    Però alla fine sembri voler pendere verso sinistra.

  2. I poteri forti stranieri che devono finire di comperarsi il paese e svuotare i conti degli italiani sono sicuramente solo per la ipotesi M5s-PD.Basta vedere le dichiarazioni a favore dei m5s che giungono da ogni dove dalle stanze del potere

  3. se si alleassero comunque avremo una politica estera piu’ attenta ai popoli,siamo in emergenza serve mettersi al servizio dei meno peggio,stiamo alla deriva,non possediamo piu’ nulla di strategico,servono uomini coraggiosi,non servono i portavoce di partito.

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