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Roma, 19 giu – L’Unione europea prolunga di altri sei mesi le sanzioni economiche contro la Russia. A dare l’annuncio la cancelliera tedesca Angela Merkel in conferenza stampa a Berlino al termine del Consiglio Ue. Una misura, quella delle sanzioni contro Mosca, che penalizza fortemente la nostra economia per via dell’embargo russo adottato come rappresaglia. Non proprio l’ideale per un Paese già alle prese con la durissima crisi scatenata dal lockdown anti coronavirus.

Allarme Coldiretti: “Export ha perso 1,2 miliardi in 6 anni a causa dell’embargo”

Se prendiamo il settore agro-alimentare, le nostre esportazioni in Russia hanno perso oltre 1,2 miliardi negli ultimi sei anni a causa dell’embargo che ha colpito una importante lista di prodotti europei con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce. A lanciare l’allarme è la Coldiretti, che pubblica un rapporto sugli effetti dell’embargo con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 e più volte rinnovato dal presidente russo Vladimir Putin come ritorsione. “Si tratta di un costo insostenibile per l’Italia e l’Unione europea ed è importante – fa presente la Coldiretti – che si riprenda la via del dialogo soprattutto alla luce delle tensioni legate alla Brexit, ai dazi americani e agli effetti negativi su economia ed occupazione provocati dall’emergenza coronavirus. L’agroalimentare italiano – spiega l’associazione degli imprenditori agricoli – è l‘unico settore colpito direttamente dall’embargo che ha portato al completo azzeramento delle esportazioni in Russia dei prodotti presenti nella lista nera, dal Parmigiano reggiano al Grana padano, dal prosciutto di Parma a quello San Daniele, ma anche frutta e verdura”.

“Oltre al danno la beffa della diffusione sul mercato russo dei prodotti di imitazione”

Come se non bastasse, diretta conseguenza dell’embargo delle nostre eccellenze agro-alimentari è la vendita di prodotti made in Italy “taroccati”. “Al danno diretto delle mancate esportazioni in Russia si aggiunge – sottolinea la Coldiretti – la beffa della diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il made in Italy realizzati in Russia (Parmesan, mozzarella, robiola, ecc) o nei Paesi non colpiti dall’embargo come scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta made in Bielorussia, ma anche salame Milano, Parmesan e gorgonzola di produzione Svizzera e Parmesan o Reggianito di origine brasiliana o argentina. Il danno – continua la Coldiretti – riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. Un blocco dunque gravoso per l’Italia che – conclude l’associazione degli imprenditori agricoli – deve affrontare i primi segnali di difficoltà provocati dall’emergenza coronavirus”.

Adolfo Spezzaferro

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