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Roma, 25 feb – In attesa dei tagli al suo stipendio pluri-milionario, Fabio Fazio sta sparando le ultime cartucce. A Che tempo che fa, il conduttore Rai ha infatti dato spazio all’ennesimo monologo di Roberto Saviano. E il tema è stato – manco a dirlo – l’immigrazione. «L’unico modo è capire che italiani e migranti sono dalla stessa parte, con lo stesso destino. Quando viene violato il diritto da una parte, significa che presto verrà violato anche il nostro. Il diritto è l’unica cosa che più si espande e meno si consuma», ha affermato con toni solenni il disco rotto-Saviano.

La retorica immigrazionista

Insomma, niente di nuovo sotto il sole. «Se ascoltate i discorsi politici sugli immigrati sfruttati nelle campagne – ha proseguito lo scrittore napoletano – sembra che il problema non sia lo sfruttamento, ma il lavoratore africano stesso, come se lui fosse responsabile del suo stesso sfruttamento». In effetti, se ci fosse stato il contraddittorio, qualcuno avrebbe potuto spiegare a Saviano che il problema non è tanto l’immigrato in sé, quanto l’immigrazione di massa come fenomeno complessivo. Un’immigrazione che sradica chi è costretto ad abbandonare la sua terra e arricchisce i profittatori del business dell’accoglienza. Ma per Saviano, si sa, non si tratta di un’invasione, ma dell’incontro di «umani» che condividono lo stesso destino (di povertà e conflitti sociali?).

Perseverare è diabolico

E quale sarebbe la soluzione ai danni causati dall’immigrazione irregolare di massa? Semplice: «L’unico modo è ripensare l’accoglienza, ripensare i corridoi umanitari. Nelle merendine che mangiamo c’è il cacao africano, nei nostri smartphone e computer c’è il coltan, le piante italiane crescono con i fertilizzanti esportati dall’Africa. La bauxite è africana. Insomma, si muovono le cose che ci permettono di vivere, perché non dovrebbero muoversi le persone?». Questa supercazzola è veramente notevole: se importiamo petrolio dalla Russia, perché non prenderci anche qualche milione di slavi? Se utilizziamo i software prodotti nella Silicon Valley, perché non trasferire l’intera California in Italia? Insomma, il «bardo cosmopolita» non vuol proprio saperne di mollare la presa. Sarà che l’immigrazione reale, ben diversa dalla sua immigrazione ideale, non è visibile dal suo attico di New York. Eppure la vicenda di Mimmo Lucano avrebbe dovuto metterlo in guardia da ulteriori figuracce. E invece Saviano prosegue imperterrito nella sua crociata immigrazionista. Senza vergogna. E, ovviamente, senza contraddittorio.

Valerio Benedetti

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5 Commenti

  1. Invece di fare tante chiacchiere visto che sei straricco perché per esempio non ti accolli il mantenimento di una famiglia di emigranti per un anno? Occorrono solo 18 mila €

  2. Ancora saviano, ancora fazio, ancora sto cazzo di pseudo intellettuali favorevoli alla fecciaglia negroide tribale e spacciatrice……….. ancora questi comunistoidi arricchiti, sparacazzate e racconta balle……. peggio della peste bubbonica.

  3. Una volta c’ erano le ” leggi fascistissime”, oggi ci sono le leggi pidiessistiche… I balordi come Fazio, Saviano & C. Vengono coccolati, incoraggiati ed arricchiti dal sistema… Anche L’ uomo di Arcore, che si dice anticomunista, coccola e da’ spazio a strapagatissimi dipendenti dichiaratamente di sinistra, a scapito di coloro che vorrebbero portare avanti discorsi più “populisti”…

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