etoRoma, 13 mar – Il vicepremier Matteo Salvini e il premier Giuseppe Conte si scontrano sul decreto cosiddetto sblocca cantieri.

Infatti, in attesa di rivedere il codice degli appalti, che il leader della Lega definisce “famigerato”, sta per arrivare in Consiglio dei ministri un decreto, meglio noto appunto come sblocca cantieri.

Ma i tempi si allungano più del previsto e allora il vicepremier va in pressing sul governo gialloverde.

Il braccio di ferro con il premier

Mentre Salvini si è detto “pronto” a votare in Cdm il decreto e il nuovo codice degli appalti “anche questa settimana“, Conte prende tempo: “Il decreto arriverà a breve all’esame del governo, ma non questa settimana“.

Poi il presidente del Consiglio fa sapere che venerdì ci sarà l’incontro con le Regioni e con l’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni) e a seguire con l’Ance (l’Associazione nazionale dei costruttori edili).

A questo punto arriva la replica piccata di Salvini, che insiste senza troppe cautele: “A me interessa che sia pronto, poi non convoco io il Consiglio dei ministri, basta che si faccia in fretta. Per quel che mi riguarda il decreto è pronto“.

Il vicepremier incalza: “La corruzione si combatte con la velocità, più lenta va un’opera pubblica, più complicato è avere un’autorizzazione, più facile è che si infili un malintenzionato. Le norme rigide a volte aiutano i furbetti, bisogna far bene e fare veloce”.

Sono 300 i cantieri fermi

In tutto questo, ci sono 300 cantieri fermi in Italia, con l’Ance che preme per farli partire.

Quindi se Conte – ormai è sempre più evidente – non fa che ribadire la linea politica del M5S, ossia “prima un passaggio con Regioni, Anci e Ance. Prima il confronto, poi il disco verde”, è pur vero che i 5 Stelle una volta sbloccati i cantieri vorranno presenziare al via ai lavori, nel tentativo di scrollarsi di dosso l’immagine di quelli che bloccano la Tav e il progresso.

Adolfo Spezzaferro

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