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Roma, 6 ott – Non poteva mancare lei, Laura Boldrini. Che sciopero della fame per lo ius soli sarebbe senza di lei? “Io non ho pensato di aderire allo sciopero perché è un tema su cui mi sono molto impegnata, credo sia evidente il mio sostegno, però ci penso”, ha detto a Un giorno da pecora su Radio Rai 1. Risposta pilatesca, dato che il ridicolo sciopero della fame “a staffetta” è adesso e non durerà in eterno, quindi se la Boldrini dovesse partecipare dovrebbe farlo subito.

La protesta, che ha per capofila il ministro Delrio, è già di per sé surreale, sia per le modalità “morbide”, sia perché non si capisce su chi si voglia fare pressione: il governo e la maggioranza protestano contro se stessi? Se non hanno i numeri, cosa può cambiare lo sciopero della fame? La Boldrini, comunque, ribadisce il suo sostegno totale alla riforma della legge che regola l’acquisizione della cittadinanza: “A fine legislatura c’è l’ansia di portare a casa i provvedimenti approvati solo in una Camera. Ancora mancano diverse cose da approvare e la legge sulla cittadinanza trovo che sia una legge importante, è passata l’idea che la cittadinanza la prende chiunque arriva in Italia, ma non è così, c’è un percorso da fare”.

“Credo sia una legge equilibrata”, ha aggiunto la presidente della Camera. Dimenticandosi di dire che se la legge è così importante non dovrebbe essere votata in fretta e furia, per di più con la spada di Damocle delle molteplici ingerenze in favore della riforma.

Roberto Derta

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4 Commenti

  1. Questa formula propagandistica per questa legge Anti italiana è oscena.
    Pensano che con queste pagliacciate la inculcheranno a tutti come giusta e quindi poi la faranno passare.
    Fanno schifo …
    Questa è la vera dittatura che ci sta massacrando!

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