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Roma, 6 ott – Piano A: concedere la cittadinanza a tutti gli immigrati nati su territorio italiano. Problema: non esiste consenso, né parlamentare né popolare, attorno alla riforma dello ius soli. Risultato: la riforma è sì una “battaglia di civiltà”, ma per ora, visto che tra poco ci sono le elezioni e il consenso è importante, meglio rimandare. Piano B: concedere il diritto di voto per le politiche a tutti gli stranieri residenti in Italia da almeno cinque anni.

Parafrasando Marx, la sinistra vuole costruirsi un vero e proprio “esercito elettorale di riserva”. Perdo il voto dei lavoratori autoctoni e dei “moderati spaventati”? Nessun problema: Ivan e Ahmed rimpiazzeranno Pippo e Gianni. Perché di questo si tratta e questo è l’obiettivo che si cela dietro l’appello “Una persona, un voto” partorito dalla mente di padre Alex Zanotelli, missionario molto attivo in favore degli immigrati. L’appello ha poi trovato eco a sinistra tra molti parlamentari, per la precisione 176. Tra i firmatari figurano le immancabili Cécile Kyenge e Monica Cirinnà, nonché Giuseppe Civati e Gianni Cuperlo.

Secondo i promotori “il presupposto de facto dell’appello è che vivono stabilmente in Italia oltre cinque milioni di persone non native, che qui risiedono, qui lavorano, qui pagano le tasse, qui mandano a scuola i loro figli che crescono nella lingua e nella cultura del nostro paese; queste persone rispettano le nostre leggi, contribuiscono intensamente alla nostra economia, contribuiscono in misura determinante a sostenere il nostro sistema pensionistico, contribuiscono in modo decisivo ad impedire il declino demografico del nostro paese; sono insomma milioni di nostri effettivi conterranei che arrecano all’Italia ingenti benefici”, sicché non si può “continuare a negare il primo diritto democratico a milioni di persone che vivono stabilmente qui”. Insomma, anche se non hai la cittadinanza, puoi votare.

Al di là dell’inconsistenza dell’idea secondo cui gli immigrati pagherebbero le nostre pensioni e sorvolando sulla prospettiva inquietante di un ripopolamento immigrato dell’Italia a scapito degli autoctoni in recessione demografica, rimane comunque l’immagine di una sinistra in crisi di consensi presso gli italiani che cerca di crearsi dal nulla un nuovo elettorato di “oltre 5 milioni di persone non native”. Siamo ancora in una fase interlocutoria, è vero. Eppure, se l’appello si trasformasse in proposta di legge, essa potrebbe effettivamente essere il colpo di coda di una sinistra che non vuole saperne di perdere.

Federico Pagi     

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4 Commenti

  1. Questi politicanti sinistroidi, dovrebbero provare i gulag di Stalin, e capire cosa significa vera sinistra.
    Anche un corso intensivo con Putin gli farebbe bene ai nostri politici di merda.
    Putin è contro l’immigrazione e favorisce con forti incentivi la figliazione dei russi, poi tassa gli utili delle multinazionali.
    Se sinistra questi idioti vogliono, almeno si ispirino a Putin … idioti sinistroidi.
    Speriamo che casa paund vadi in parlamento e cigni per bene questi traditori della patria.

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