Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 22 mar – Scuola, prende piede la possibilità di riaprire anche in zona rossa subito dopo Pasqua. Dopo la richiesta della Rete No Dad, che ieri ha protestato in tutta Italia, oggi il ministro per la Famiglia Elena Bonetti si dice d’accordo all’ipotesi di una riapertura allo scadere del decreto in vigore. “Già dopo Pasqua ritengo che in zona rossa, complice l’aumento delle vaccinazioni, dobbiamo rivalutare la possibilità di riaprire la scuola dell’infanzia e almeno la primaria“, dice la Bonetti a Sky Tg24. Nelle regioni che diventeranno arancioni questa settimana potranno invece riaprire subito, ha detto l’esponente di Italia Viva, le scuole dell’infanzia, i nidi, la primaria e secondaria di primo grado e al 50% le scuole secondarie di secondo grado.

Vacca (M5S): “Più teniamo bambini a casa più miniamo il loro futuro”

La proposta della Bonetti dovrebbe mettere tutti d’accordo nella maggioranza. Anche l’Udc, d’altronde, chiede che si riaprano prima possibile almeno asili nido e materne. Intanto il grillino Gianluca Vacca fa presente che “più teniamo i nostri bambini a casa, più miniamo il loro futuro. Aspettare ancora per riaprire le scuole avrà solo conseguenze negative”. “Per questo – prosegue il capogruppo M5S in commissione Cultura alla Camera – torniamo a chiedere al governo che almeno gli alunni di asili nido, scuole dell’infanzia ed elementari tornino subito in classe. E che si lavori per riportare tra i banchi anche tutti gli altri il prima possibile: i danni educativi e psicologici su di loro stanno aumentando spaventosamente”.

Le scuole sono luoghi a basso rischio di contagio

A conforto di chi chiede la riapertura delle scuole sono i dati sui livelli di contagio in classe. ”Studi sempre più approfonditi confermano che le scuole sono luoghi a basso rischio di contagio: su 7,3 milioni di studenti – sottolinea Vacca – è stato rilevato un tasso di positività rispetto ai tamponi effettuati inferiore all’1%. Parliamo di un’analisi che ha incrociato dati del ministero dell’Istruzione, aziende sanitarie e Protezione civile, e che ha anche ribadito che i giovani contagiano molto meno degli adulti”. ”E’ profondamente ingiusto che gli studenti siano i più penalizzati dalla pandemia. Mi auguro che nei prossimi giorni il governo dimostri che il diritto all’istruzione è realmente prioritario riportando in classe il maggior numero possibile di ragazzi”, conclude Vacca.

Vedremo dunque come si muoverà il governo, se accoglierà la richiesta della Bonetti, almeno per quanto riguarda la scuola materna e gli asili nido, “liberando” i genitori lavoratori. D’altronde era stato lo stesso premier Mario Draghi, nel suo discorso d’insediamento, a sottolineare quanto fosse importante che i ragazzi tornassero in classe in sicurezza.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Ancora chiamano pandemia una epidemia virale come tante altre?.Ma quando finiranno di mentire al fine di toglierci ogni libertà e autonomia economica?La definizione di pandemia dice che bisogna che ci siano dal 1 al 2 % dei morti nell’ anno da un patogeno cioe’ dai 600 mila al 1.2 milioni per l’Italia. E’ quindi un epidemia dato che i morti dicono siano stati 100 mila(di cui una buona parte “asintomatici”!!)Di questi morti l’84 % circa aveva una o piu’ patologie e l’età media era di 81 anni, che è l’eta media a cui si muore in Italia in generale!!!Capisco che tanti concittadini non ragionano piu’ dalla paura che sono riusciti ad inculcare in loro i poteri occulti ma il quadro è fin troppo chiaro e non piu’ occultabile a chi è in grado di ragionare

Commenta