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Roma, 11 set – Lunedì riapre la scuola ma sul rientro in classe in sicurezza è ancora caos. Come se non bastassero i problemi causati dal ritardo colpevole del governo giallofucsia sul fronte dei banchi monoposto, delle mascherine, della mancanza di personale, dei supplenti per i prof che hanno chiesto l’esonero, ora scoppia la polemica sulla misurazione delle temperatura prima di entrare in classe. Allo stato attuale è previsto che la febbre sia misurata a casa e che i genitori degli studenti minorenni dichiarino – annotandolo sul diario – che i figli stanno bene e possono entrare a scuola. Ma contro la decisione del governo di coinvolgere le famiglie si scaglia il fronte dei governatori – Piemonte, Campania, Lombardia -, secondo cui la misurazione delle temperatura va effettuata a scuola e non a casa. Richiesta supportata dal virologo Andrea Crisanti, che oggi interviene per ribadire che la questione è delicata e non può essere delegata ai privati cittadini.

Crisanti: “Va misurata a scuola e per studenti soglia deve scendere a 37,1”

“Io penso che non sia una procedura corretta far misurare la febbre a 8 milioni di famiglie. Questo non è un approccio che porta alla chiarezza. Io penso che si sarebbe dovuto misurare la temperatura a scuola con sistemi automatici e efficienti che adesso sono disponibili”, dice il direttore di Microbiologia e Virologia dell’A. O. Università di Padova, ai microfoni di Agorà su Rai3. Crisanti inoltre ritiene che rispetto al limite fissato per gli adulti – con 37,5 di febbre non puoi uscire di casa – per gli studenti la soglia di sicurezza andrebbe abbassata. “Adesso sappiamo che la maggior parte delle persone o dei ragazzi di età tra i 5 e i 18 anni hanno sintomatologia lievissima e transitoria. Quindi – spiega l’esperto – è chiaro che la soglia deve essere abbassata se vogliamo catturare casi che passerebbero quasi inosservati. Va abbassata a 37-37,1“.

Azzolina: “E’ il ministro della Salute che potrebbe impugnare la decisione”

Dal canto suo, la “ministra” grillina dell’Istruzione Lucia Azzolinaprincipale responsabile del caos sulla riapertura – dice che” è il ministero della Salute che potrebbe impugnare” la decisione su come effettuare la misurazione della temperatura, “non escludo si deciderà nelle prossime ore”. La Azzolina però fa presente che a pochi giorni dalla riapertura delle scuole non si possono “cambiare le regole come fosse un gioco. Ci vuole rispetto e fiducia per le famiglie, per i dirigenti scolastici che hanno fatto un lavoro eccezionale”, dice.

La titolare del dicastero dell’Istruzione ricorda che “a fine giugno abbiamo approvato delle linee guida insieme a tutte le Regioni, dove il Cts, il Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, ha detto chiaramente che la misurazione della temperatura va fatta a casa anche per evitare che studenti già contagiati vadano sugli autobus e contagino gli altri, queste solo le regole nazionali“. E’ dello stesso parere anche l’Associazione nazionale dei presidi, secondo cui la misurazione della temperatura “deve essere effettuata quotidianamente dalle famiglie la cui collaborazione è fondamentale per il successo della ripresa delle lezioni”.

Adolfo Spezzaferro

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