Roma, 27 feb – E’ indubbio, Elly Schlein incarna tutto quello che non piace all’elettore di destra, persuaso ora dell’inevitabile tracollo della sinistra sempre più distante dal popolo. Postura cosmopolitica, provenienza salottiera, essenza radical chic, snobismo intrinseco, linguaggio neofemminista, arcobalenismo di nicchia, fissazione eco(in)sostenibile, immigrazionismo spocchioso. Sì, il nuovo segretario Pd è l’avatar robotico di tutto questo. C’è addirittura chi, a destra come nell’alveo del globo veterocomunista alla Marco Rizzo, tifava per lei, perché così il Pd si sarebbe definitivamente suicidato. Alla base, la convinzione che un determinato tipo umano appassiona soltanto gli intellettò da Ztl. Si sprecavano già, di conseguenza, meme e commenti social in cui si dava per scontato lo sprofondo rosso di un partito già ampiamente distaccato dalla realtà.

I meme passano, la politica no

La vittoria della Schlein sarebbe dunque stata il colpo di grazia, ultimo clamoroso boomerang. In tutto questo, qualcuno adesso finisce pure per scivolare incautamente nel triviale evitabile, lanciandosi in battute piuttosto discutibili sull’aspetto fisico della nuova paladina della sinistra cool. Sguaiata tendenza che tende a obnubilare, annientando qualsivoglia analisi seria sui contenuti. Nessuno che si chieda davvero se la Schlein abbia torto o ragione quando va oltre la retorica fluida, con quel fare petaloso-aggressivo. Eppure si rivolge anche ai precari, parla di sanità pubblica, entra nel dibattito sulla distruzione dello stato sociale in atto ormai da diversi lustri. Può essere considerata ipocrita, poco credibile, fuffosa, ma non è detto che lo sia del tutto e in ogni caso è su quel terreno contenutistico che si affronta, mettendo da parte l’inutile sberleffo da quattro soldi. Viceversa si finisce per offrire assist proprio a chi ciancia di sessismo e maschilismo, quasi sempre a sproposito.

Perché Elly Schlein non va sottovalutata

Intendiamoci, a chi scrive la Schlein non piace affatto, per ciò che rappresenta politicamente e perché sa bene di avere di fronte un avversario fanatico, non un possibile alleato con cui instaurare un rapporto proficuo. Tuttavia adesso non dobbiamo cadere nell’errore della sottovalutazione di quell’avversario, dando per scontata la sua inefficacia. Pensateci bene, è esattamente quello che la sinistra ha fatto prima con Berlusconi e poi, proprio al tempo di social e meme, con Salvini. Ridicolizzato, quest’ultimo, finanche per le felpe indossate, nel frattempo riempiva le piazze e collezionava consensi. Analogo errore commesso dalla solita sinistra con la Meloni, bollata come populista esagerata, incapace di affermarsi in un mondo troppo conservatore in quanto donna, giudicata eccessivamente “di destra” quindi inadatta a catturare le simpatie dell’Italia più “moderata”. Guardate come è andata a finire.

Sussistono poi altri due elementi che ci inducono a una saggia cautela. Il primo: la Schlein non è sostenuta soltanto da una masnada di ottusi radical chic, ma anche da una classe dirigente dem affatto superficiale, semmai volpina e in grado di lavorare per ampliarne le simpatie. Il secondo: ora a sinistra si è instaurato un effetto esaltazione, magari effimero, tuttavia in grado di far tornare nell’immediato quel pizzico di entusiasmo perduto. Calma e gesso quindi, non illudiamoci di avere un rigore a porta vuota da calciare. Prepariamoci semmai a una vera sfida politica e culturale.

Eugenio Palazzini

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8 Commenti

  1. Il nemico non va mai sottovalutato… Perché questo è il NEMICO…e con il nuovo volto anche coloro che hanno voluto così… personalmente prego affinché questi si dissolvano in un buco nero… Chi è…è scritto… Pensate un momento se fosse ministro dell’istruzione… Le lobby del frocismo global avrebbero le porte spalancate e i nostri poveri figli come li difenderemo?.. il resto del curriculum parla da solo… Non serve essere di dx per non provare ribrezzo….abbiamo da temere e tanto.. speriamo che il governo non perda bussola …. Che Dio ci Salvi da questo demonio.

  2. Al di la’ dei facili commenti e del sentimento ‘a pelle’ (del tutto fuorviante) nei confronti di Elena Ethel Schlein – come del resto scrive (giustamente) il dr. Palazzini – ho trovato materiale interessante da leggere in argomento sul sito di Maurizio Blondet.
    Ecco i links:
    https://www.maurizioblondet.it/la-fabbrica-della-candidata-sintetica-spiegata-bene/
    https://www.maurizioblondet.it/ohh-sorpresa-ha-vinto-la-sintetica/
    Il futuro, come sempre, sara’ di gran lunga piu’ sorprendente…

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