Il Primato Nazionale mensile in edicola

Milano, 9 mag – Nel momento in cui si parla molto, per lo più a sproposito, della questione rom e molta gente, a dispetto dei giornaloni, si sta accorgendo di quanto questa sia drammaticamente problematica per le nostre città, specie nelle periferie, ecco una vicenda di cronaca, tra le tante. E’ usanza tra i nomadi concordare matrimoni tra minori, anche giovanissimi, per quelle che assomigliano a delle vere e proprie alleanze tra famiglie. Una consuetudine che, nel nostro contesto sociale, appare già di per sé discutibile, ma il tutto diventa decisamente ancor meno accettabile quando accadono fatti come quello registratosi poche settimane fa alle porte di Milano.

La sparatoria

Il 17 aprile scorso si sarebbero dovute celebrare le nozze tra un 15enne e una 14enne, entrambi rom di nazionalità italiana, ma qualcosa è andato storto. A poche ore dal prematuro evento, i familiari dei due adolescenti si sono incontrati a Sesto San Giovanni nell’abitazione della promessa sposa coi congiunti del ragazzo; lì per motivi ancora da chiarire (probabilmente l’accordo nuziale è saltato) è scoppiata una violenta lite in cui la giovane in questione e la madre sono state aggredite verbalmente e fisicamente da componenti dell’altro nucleo, tanto da costringere il padre e marito a portarle all’ospedale della vicina Cinisello Balsamo. Ma è a quel punto che è accaduto il fatto più grave: non contenti, i rivali hanno inseguito la macchina del capo famiglia diretta al presidio medico esplodendo quattro colpi di pistola, uno dei quali ha centrato la vettura infrangendo un fanale. Solo per loro fortuna le persone a bordo non hanno subito più gravi conseguenze.

In manette

I due assalitori, rom di 40 e 25 anni, già denunciati per tentato omicidio, sono finiti ora in manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Si tratta dell’ennesimo episodio di inquietante violenza con protagonisti individui di etnia rom, mentre la stampa, la sinistra, il Movimento 5 Stelle e certe figure ricoprenti alti ruoli religiosi ci raccontano tutt’altro, cioè una storia che non esiste in cui i fatti e i ruoli, compreso quello di vittime, sono totalmente invertiti.

Fabio Pasini

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

Commenta