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Roma, 17 lug – Gli immigrati “tutti, indistintamente, vanno testati subito con il tampone appena sbarcano o arrivano in Italia. Bisogna bloccare sul nascere le situazioni a rischio”. Altrimenti il pericolo è “la diffusione a macchia d’olio del virus, che non se n’è mai andato, non ce lo dimentichiamo”. A lanciare l’allarme è il virologo Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia e Virologia dell’università di Padova. Secondo l’esperto, “sono gli asintomatici i più infettivi. Purtroppo, molto spesso, le infezioni circolano tra i giovani che trasmettono e infettano. Gli anziani invece si ammalano”.

“Jesolo? Nei centri di accoglienza non si può accedere facilmente”

In un’intervista al Giornale, Crisanti interviene anche sul caso del centro della Croce rossa di Jesolo, dove si è scoperto che il 30% degli ospiti (42 immigrati africani) era positivo: “Nei centri di accoglienza non si può accedere facilmente. Servono autorizzazioni dal ministero dell’Interno. Noi in passato avevamo fatto domanda di testare queste realtà – precisa l’esperto – ma da Roma non ci hanno mai autorizzato, o forse non ci hanno neppure risposto. E la cosa non ha avuto seguito. E quindi non siamo intervenuti. Era fine marzo”. Il virus, avverte il virologo, “non guarda in faccia nessuno e circola ovunque. Quindi dovevano essere testati pure i migranti. Non avevamo sospetti precisi, ma volevo monitorarli perché erano stati lasciati fuori dai controlli epidemiologici“.

“Non stiamo facendo un campionamento della popolazione”

Secondo l’esperto, “di certo il virus non è morto. Continua a circolare. E non si sa quanto sottotraccia. Non so se stiamo testando le persone giuste“, ammette Crisanti. “In Veneto, per esempio – sottolinea – i tamponi sono quasi tutti fatti al personale ospedaliero che è molto protetto. E non sono molto significativi. In questo momento non stiamo facendo un campionamento della popolazione. Non ci rendiamo conto che possono esserci tanti casi positivi asintomatici in circolazione, che si accumulano e che poi possono creare grossi problemi di diffusione del virus”, conclude il virologo.

Locatelli (Css): “Dall’estero il 30% dei nuovi contagiati”

In ogni caso, al di là del punto di vista di Crisanti sull’attuale diffusione del virus – altri esperti altrettanto autorevoli spiegano che nella popolazione italiana è quasi sparito, soprattutto in termini di ricoveri per Covid-19 – il dato preoccupante è il continuo arrivo di clandestini, spesso positivi, che potrebbe vanificare i sacrifici compiuti dai cittadini nei mesi della serrata generale. Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), spiega che il 30% dei nuovi contagiati proviene proprio dall’estero. Eravamo tutti tappati in casa per contenere i contagi e ora l’importiamo dall’estero perché il governo giallofucsia non chiude i porti.

Adolfo Spezzaferro

4 Commenti

  1. No, ma questo è un virus speciale.
    È un virus immigrato che va accolto senza discriminazioni.
    È una risorsa di virus che fa’ crescere.

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