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Roma, 29 lug – Non si placa la tensione nella maggioranza sul fronte della Tav, con i 5 Stelle – da sempre contrari all’opera – che attaccano la Lega. Il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli chiedono al vicepremier Matteo Salvini perché ha cambiato idea sulla Torino-Lione. Ma lo scontro è soprattutto sui numeri in Aula. “La Lega se usa i voti del Pd, potrà vincere in Parlamento ma se va avanti ad armi pari, senza usare i voti del Pd, sulla Tav ha meno voti di noi in Parlamento“, sottolinea Di Maio. “Dico sempre, dipende da come vinci non che vinci”, chiarisce il capo politico del M5S spiegando che “la Lega non era d’accordo sul Tav, la Lega era no Tav, c’è stato un momento in cui è stata no Tav Torino-Lione, poi ha cambiato idea“. “Oggi, da sola, non ha i numeri per far passare la Tav Torino-Lione. Dovrà usare i voti del Pd, però usare i voti del Pd per fare un favore a Macron – è la bordata contro l’alleato di maggioranza – questa è una cosa che dovranno spiegare, poi, ai loro elettori“.

Toninelli: “Torino-Lione bidonata inutile e dannosa”

“Il Movimento 5 Stelle è sempre stato contrario a un’opera politicamente inutile e dal punto di vista ambientale dannosa. Una ‘bidonata’ con costi enormemente superiori ai benefici. Chi ha cambiato idea è la Lega e Salvini dovrebbe chiarire sulla base di quali elementi ha cambiato idea“, è l’attacco di Toninelli. “Ricordo i sindaci leghisti contro”, evidenzia il ministro dei Trasporti, il quale per sostenere la sua contrarietà alla Tav fa riferimento “agli studi terzi” in base ai quali “è risultato che i costi sono superiori ai benefici”. Tesi sostenuta dai pentastellati anche nella mozione appena presentata in Senato per chiedere di bloccare l’opera. Il ministro 5 Stelle ha spiegato che la Tav “è un’opera che vedrà la luce tra 20 anni, quando chissà quali innovazioni ci saranno: come può essere conveniente se gli ingegneri dicono che non lo è?“, si chiede Toninelli. “Avremmo preferito usare i fondi per opere sul territorio”, sottolinea.
Il ministro deve però fare i conti con il via libera del premier Giuseppe Conte. Ma Toninelli lo lo giustifica: “Conte tiene insieme l’interesse nazionale”, dice. Ma rivendica che “grazie al lavoro fatto abbiamo fatto capire anche alla Commissione europea non è più conveniente, soprattutto per gli interessi italiani. E loro cosa hanno fatto, hanno promesso molti più soldi in più. Hanno avuto uno slancio parlando di cofinanziamento europeo anche per la tratta esterna”.
Toninelli ribadisce le ragioni del suo no alla Tav. “I costi ambientali, sociali, trasportistici sono negativi. – dice – Chi paga questi costi non solo gli italiani, ma anche la Commissione europea. Detto questo non si può cambiare idea. E’ un’opera che come visione del futuro è sbagliata”.

Urso: “Di Maio non sa fare i conti. Bastano i senatori del centrodestra”

Dall’opposizione (che come è noto è quasi tutta a favore della Torino-Lione) intanto si fa presente che il Pd non va scomodato. “Di Maio non sa fare i conti. Bastano i senatori del centrodestra a sconfiggere i 5 Stelle su una mozione in favore della Tav”. A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso. “Strano che a fare la ramanzina su una eventuale convergenza con il Pd, peraltro non necessaria, venga da chi in sede europea non ha mancato di fare una palese alleanza con il Pd proprio per fare un favore a Macron (e alla Merkel), a danno dell’Italia. Da che pulpito viene la predica!”, conclude Urso.

Bernini: “5 Stelle siano coerenti e sfiducino Conte”

“La sceneggiata grillina sulla Tav non conosce ormai né limiti né pudore. Scontro con la Lega a parte, i leader del Movimento stanno giocando col fuoco, ma soprattutto con l’intelligenza degli italiani, quando sul blog delle stelle tuonano che la Tav ‘è antistorica e non conviene, non possiamo accettare che miliardi di euro degli italiani siano sperperati per un’opera che non serve a nulla’. Ma se Conte, il premier di loro appartenenza, ha sostenuto che ‘non realizzare l’opera costerebbe più che completarla’, e infatti ne ha dato il via libera, c’è una questione politica grande come una Tav all’interno di un Movimento che mantiene la fiducia a un premier che ha evidentemente tradito il mandato ricevuto dalla forza politica che lo ha espresso. Il giochino di prendersela con gli altri, insomma, non funziona: il problema i Cinquestelle ce lo hanno in casa”. E’ l’attacco contro i 5 Stelle da parte di Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. “La mozione che passerà in Parlamento, contro cui insorgono – fa presente la Bernini -, recepirà soltanto le indicazioni che ha dato il premier che proprio loro hanno indicato e che continuano a sostenere. Una situazione fantozziana, che va molto oltre il ridicolo”.

Adolfo Spezzaferro

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