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Roma, 29 lug – La foto di Gabriel Natale Hjort, bendato e ammanettato dai carabinieri dopo il fermo per l’assassino del vice brigadiere Mario Cercielli Rega, «prova senza ombra di dubbio che il ragazzo arrestato ha subito un trattamento illegale» e «Se io fossi l’avvocato dei due ragazzi arrestati a Roma, userei subito quella foto per invalidare l’intero procedimento legale». A dirlo non un avvocato chiunque ma il professore emerito di legge all’Harvard University Alan Dershowitz, considerato l’avvocato penalista più famoso degli Stati Uniti, intervistato da Paolo Mastrolilli per La Stampa.

Violazione dei diritti

Ci sono quindi elementi che fanno supporre che la foto incriminata potrebbe essere sfruttata per denunciare una violazione dei diritti basilari dell’arrestato, e chiedere che Hjort venga rimandato negli Stati Uniti per il processo. Precisando che il presunto reato è stato commesso in Italia e ricade sotto la giurisdizione italiana, l’avvocato spiega però che «sul piano diplomatico, però, gli Stati Uniti potrebbero presentare una protesta formale, e chiedere che il ragazzo venga mandato in America per il processo. Generalmente «non è un mezzo adoperato con i paesi alleati come l’Italia, ma l’impatto mediatico della foto potrebbe spingerli ad agire. L’unico elemento che potrebbe fermare Washington è la presenza di altre prove talmente schiaccianti, da rendere superfluo questo atto».

Anche l’Ue potrebbe mettersi di traverso

«Negli Stati Uniti – insiste il legale – qualunque confessione o prova raccolta con quei metodi sarebbe inammissibile al processo», e si dice sicuro del fatto che anche in Italia «esiste la possibilità di usarla per andare ben oltre l’invalidazione della confessione o di altre prove raccolte». C’è un’altra strada che i legali del fermato potrebbero intraprendere e gioca tutta sul piano europeo. «L’Italia fa parte dell’Unione Europea, e quindi di tutti i suoi organismi giuridici, come la Corte di giustizia. Inoltre è membro di altre istituzioni continentali, come la Corte europea dei Diritti dell’Uomo, che ha proprio lo scopo di garantire i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini». Gli avvocati potrebbero appellarsi a queste sedi impugnando la foto come la prova di un trattamento illegale, «per bloccare o annullare il processo. I ricorsi in questi casi possono essere presentati prima, durante e dopo il procedimento, e quindi rappresentano una spada di Damocle che continuerà a pendere sulla testa delle autorità di Roma per anni». E quali sarebbero i risultati? «Come minimo ciò potrebbe portare allo spostamento della sede del processo, ma forse anche all’annullamento del procedimento attuale».

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. E’ la procedura standard della polizia USA ….
    L’ idiota di arvard parla così perché siamo in itaglia…. guardi la serie COPS su sky , prima di aprir bocca , e … se l’ assassino di un poliziotto era afro manco arrivava nei locali dello sceriffo …
    certo noi abbiamo liberato l’assassina su richiesta della clinton ….

    Attento a non far incazzare la polizia del tuo paese ciccio …. spariresti come in cile , anche se sei un fottuto avvocato . Non tocchi la polizia nel paese dei liberi …. e lo sai , o NON hai capito che un Carabiniere è un poliziotto, idiota made in usa ?????

  2. Non si può continuare a sentir chiamare questi due con termini quali “il ragazzo”, “il turista”, “il giovane” sui giornali, nei tg, sul web. Non si può tollerare tutto questo insistere sulla benda, per trasformare i probabili carnefici in “povere vittime”. Non si può continuare a sentir dire che il carabiniere “è morto”, quasi che sia accaduto per caso. Per scegliere parole più adeguate, chi scrive in merito a questa vicenda si riveda la dinamica dei fatti, ad esempio qui. Ovviamente, da lettore non presente al momento dei fatti, non posso che basare le mie opinioni su quello che mi viene raccontato, augurandomi che possa corrispondere alla verità.

    Ah, aggiungo: c’è chi insiste sull’invalidamento della confessione insinuando trattamenti disumani (!) riservati ai due arrestati. Orbene, il carabiniere sopravvissuto alla strage (*), davvero non è in grado di riconoscere i due assassini dai quali è stato aggredito quella notte, aggiungendo ai già schiaccianti indizi/prove anche la testimonianza certa di un funzionario dello Stato? E’ credibile tanta “smemoratezza”? C’è il riconoscimento, o non c’è? Com’è che nel narrare le cronache non si insiste su questo punto (IMPORTANTISSIMO!)?

    Vorrei informazione, non “costruzione del pubblico sentire” tramite narrazioni pilotate. L’impressione che ne ricavo è che si desideri sviare l’opinione pubblica, la nostra opinione, per preparare il terreno al celere rientro negli USA dei due arrestati e al successivo insabbiamento (**). Questa sarebbe la dodicesima coltellata alla VERA vittima, non le polemiche, come ha affermato al funerale quel graduato che avrebbe fatto meglio a glissare, almeno in quella sede.

    Ho l’impressione che questo mio commento NON comparirà nella pagina. Altri sono già stati “placcati” in precedenza, questo subirà probabilmente lo stesso destino.

    * ricordiamo la recente condanna per strage in assenza di morti, per favore; se può esserci “strage” senza morti, l’assassinio condotto con la ferocia richiesta dall’azione corpo-a-corpo, con la determinazione che si può leggere nella quantità delle coltellate, alcune delle quali, come ho letto, inferte con presa alle spalle, quello che cos’è?
    ** altra parentesi per ricordare i due militari caduti nell’oblio, quelli invischiati nelle torbide azioni e interazioni tra Italia e India — per loro, nessun “rientro lampo” — all’esito delle quali non è stato dato il dovuto rilievo, forse perché ancora non c’è stato un esito?

  3. Leggo: “L’unico elemento che potrebbe fermare Washington è la presenza di altre prove talmente schiaccianti, da rendere superfluo questo atto».”

    Qui viene elencato un bel gruzzoletto di prove. A meno che l’articolista se le sia inventate, non bastano? Lasciano spazio a dubbi? Su quali specchi dovrebbe arrampicarsi il magistrato che dovesse eventualmente decidere di aprire “scappatoie”? Che fine farebbe anche quel poco di credibilità residua che resta loro?

  4. Ma fate finta di non capire??’ E’ iniziato il piano u.s.a. per la liberazione dei due naturalmente innocentissimi ragazzi americani ,difficile che non siano gia’ intervenuti almeno due potenti nomi d’america per contattare le nostre succubi e servizievoli forze di stato.Ricordate quello che dico… questi due ragazzi difficilmente faranno piu’ di un anno di carcere.

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