Torino, 4 mar – Sulla Tav Lega e M5S sono sempre più divisi. Mentre il vicepremier Matteo Salvini da giorni ribadisce che l’opera va fatta, i 5 Stelle (al netto del silenzio stampa del vicepremier Luigi Di Maio) non fanno che dire no al progetto.

Anche stamattina, a bocciare la Torino-Lione è il sottosegretario agli Affari regionali Stefano Buffagni: “Io credo che non si debba parlare di un progetto di 20 anni fa quando oggi il ministro Di Maio presenta il Fondo nazionale dell’Innovazione, cioè un miliardo di euro sul futuro del Paese, sull’innovazione e sul digitale”.

Cosi, a margine dell’incontro con il vicepremier a Torino, il pentastellato precisa: “Salvini fa bene a dire quello che vuole. Io una mia idea ce l’ho, anche se venisse portata avanti prima di 20 anni non sarebbe pronta, io rimango delle mie idee. E’ un progetto obsoleto – rincara la dose – che si può superare facendo altre cose, utilizzando ciò che già esiste e investendo quei soldi su progetti che possono servire“.

“Oggettivamente ha un costo spropositato. Quello che mi fa sorridere – conclude Buffagni – è che chi l’aveva avallata come governo, compresa la Lega, oggi dice che si possono evitare degli sprechi con la ‘mini-Tav’. Ma se erano degli sprechi perché l’hanno avallata?”.
“Conte mediatore? – aggiunge – Sicuramente lo avocherà e farà una valutazione”.

Salvini: “La Tav va fatta”

Sulla Tav “ho piena fiducia in Conte. Sono certo che troveremo una soluzione insieme, siamo sempre riusciti a trovarle” ma “la Tav è un’opera importante, per noi va fatta come chiedono cittadini e imprese“. Così il vicepremier Salvini in un’intervista alla Stampa.

L’ira dell’opposizione

Come è noto, il neosegretario del Pd Nicola Zingaretti inaugura il suo mandato proprio difendendo la Tav. Oggi sarà a Torino, dove incontrerà il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino “per dargli una mano sulla Torino-Lione”.

Così come a favore sono gli altri partiti di opposizione, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Forza Italia: “Tav unico argomento identitario del M5S”

Il problema è che per i 5 Stelle, in larga parte No Tav della prima ora, la Tav è una specie di “Alamo”, di ultimo baluardo da difendere dopo aver ceduto su molti fronti per la ragion di Stato, potremmo dire. Anche perché a maggio si voterà per le Europee.

Ormai la Tav rappresenta l’unico argomento identitario del M5S. Prima hanno detto no al Tap e poi si sono ricreduti; prima hanno detto no all’Ilva e poi si sono ricreduti; prima erano per concedere sempre l’autorizzazione a procedere e poi si sono ricreduti facendo votare online per salvare Salvini; ormai la Tav è il collante che i grillini usano per tenere insieme il M5S, ma a pagare le conseguenze e a rimetterci è l’intero Paese”. E’ la lettura di Licia Ronzulli, vicepresidente dei senatori di Forza Italia, ospite a Mattino Cinque su Canale 5.

In gioco ci sono 50mila posti di lavoro, ricorda la senatrice forzista e “il collegamento tra gli Stati d’Europa, la possibilità di esportare meglio e più in fretta le nostre merci. Il problema è urgente – conclude la Ronzulli – perché ci sono ben 300 milioni di euro, assegnatici dall’Unione europea, che perderemo se non decideremo entro l’11 marzo di sbloccare i bandi di gara per il tunnel”.

Insomma, il redde rationem in seno alla maggioranza a quanto pare arriverà prima delle Europee. E Salvini potrebbe fare della Tav un cavallo di battaglia per la campagna elettorale in chiave anti-M5S. Anche perché lui deve rendere conto ai suoi di elettori, tra cui ci sono molti imprenditori del Nord.

Adolfo Spezzaferro

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here