Roma, 4 feb – La maggioranza Lega-M5S è spaccata sulla Tav, e sebbene i due vicepremier assicurino che il governo non è a rischio c’è aria di crisi.



“Voglio risolvere i problemi e finire le opere lasciate a metà. Se costa di più fermare un’opera e tornare indietro, che finirla e andare avanti togliendo tir dalle strade, inquinamento dall’aria e aiutando imprenditori e pendolari non capisco perché bisogna fermarsi. Di Maio dice che finché è al governo non si farà? Mi spieghi perché. Non ci sono tifosi del sì e del no. Mi spieghi perché, numeri alla mano, è sconveniente usare treni veloci che ci collegano al resto del mondo risparmiando inquinamento e risparmiando quattrini”. Così il vicepremier Matteo Salvini al Giornale Radio Rai su Radio 1.

Poi il ministro dell’Interno è intervenuto anche sul caso Diciotti e la richiesta di autorizzazione a procedere contro di lui per sequestro di persona. “Lascio che ciascuno dei senatori legga i documenti e decida se io ho bloccato gli sbarchi, cosa che continuerò a fare, per la sicurezza degli italiani o per altri ragionamenti“. Poi il leader della Lega assicura: “Uno scambio Tav contro Diciotti? No, questa è la vecchia politica. Io faccio il ministro, continuerò a farlo con orgoglio. Ognuno pensi a cosa vuole votare in Senato. Io mi alzo e lavoro tranquillo”, afferma.

Dal canto suo, l’altro vicepremier, Luigi Di Maio ribadisce: “Il governo non è in discussione“.
A margine di un convegno a Pomigliano d’Arco (Napoli), il capo politico del M5S precisa: “In questo momento sono in discussione alcuni temi sui quali non siamo mai stati d’accordo come la Tav in Val Susa. Poi, il governo deve andare avanti sulle cose su cui siamo d’accordo, tra le quali non c’è la Tav”.

L’opposizione all’attacco

Insomma, il governo è all’impasse sulla Torino-Lione. E mostra il fianco all’opposizione, che ne approfitta.
“Che il governo sia diviso su tutto è un fatto, dalle grandi opere al Venezuela. Ma la Lega non può pensare di imitare la sinistra, e poter essere allo stesso tempo ‘di lotta e di governo’. Se Salvini è convinto della necessità della Tav, deve porre la questione formalmente al Movimento 5 Stelle“. Così Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, intervistata da La Stampa.

“La Lega – aggiunge – non deve essere complice di questo gravissimo errore. In Europa faremmo una figura pessima, saremmo la solita Italietta che straccia gli accordi internazionali, e rinuncia persino ad un’opera già avviata e cofinanziata. E sarebbe un grave danno per il Paese, che per crescere ha bisogno di infrastrutture. Il no alla Tav è il no alle grandi opere, allo sviluppo, all’impresa, al progresso. Se il Paese si trova in recessione la colpa è dei provvedimenti economici del governo, che sono tutti a trazione grillina. La Lega non può consentire, in silenzio, questo danno ai ceti produttivi del Paese e all’Italia intera“.

Il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, invece, è convinto che ci sarà lo scambio di favori: “È vergognoso il baratto tra il voto di 5Stelle sulla immunità a Salvini con la chiusura dei cantieri sulla Tav: un mercimonio delle idee inaccettabile”.

Sulla Tav va avanti la ‘commedia degli inganni’ con il ‘cittadino’ Di Battista, novello Maduro, che offende milioni di cittadini italiani favorevoli alla realizzazione delle infrastrutture. Su questa materia decida il Parlamento, con il voto sulle mozioni, altrimenti si abbia il coraggio e l’onestà di far decidere tutti i cittadini con i referendum consultivi nelle Regioni interessate”, conclude Urso.

Adolfo Spezzaferro

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