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Torino, 24 gen – In mancanza di ius soli, non c’è nessun problema. Per diventare italiani da genitori stranieri basta nascere a Torino. La sindaca pentastellata Chiara Appendino, infatti, ha approvato la norma che introduce la cittadinanza civica. Gli stranieri nati sul territorio urbano, si legge nel documento di approvazione della mozione presentata dalla storica figura della sinistra torinese oggi consigliera Eleonora Artesio, riceveranno “come atto simbolico” la cittadinanza civica.
Una prassi che sotto la Mole non è nuova. Già ai tempi del sindaco piddino Piero Fassino, Torino fi la prima città italiana a conferire la cittadinanza attiva a 800 bambini nati da genitori stranieri. Da allora di cittadinanza civica a Torino non si sentì più parlare, fino al riaccendersi della discussione in materia di ius soli, per volere degli esponenti della sinistra torinese.
Oggi a Torino, secondo gli ultimi dati dell’Ufficio Statistica e Toponomastica del Comune, si stima che siano sempre più gli stranieri diventati residenti. 132.806 contro i 132.730 del 2016. I nuovi nati, che beneficeranno della cittadinanza civica a oggi dovrebbero essere circa 21 mila.
Chiara Appendino come il Pd, quindi, e anche peggio dal momento che in materia di ius soli il Movimento 5 Stelle a livello nazionale non prende posizione ufficiale, e nei comuni da lui amministrati di fatto lo concede. Non solo: nel 2012 i consiglieri comunali grillini a Torino si astennero dal votare la mozione. Ma a qualche anno di distanza le cose sono evidentemente cambiate, vista anche l’aria di elezioni che tira.
La cittadinanza attiva, infatti, è resa possibile attraverso la “civil card”, nei fatti un documento di precittadinanza che certifica il profilo storico anagrafico del titolare, registrandone dati quali nascita, vaccinazioni e iscrizione a scuola e permettendogli di presentare la domanda per diventare cittadino italiano. Altro che atto simbolico, quindi.
Anna Pedri

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6 Commenti

  1. A questo punto essere un italiano , per questi traditori, piddini o grillini che siano, diventa un peso…… meglio un africano oggi che un bambino italiano domani, il bianco decisamente è un colore stonato per questi lungimiranti amministratori……..agli italiani resta la cittadinanza di serie b.

    • Ma perché puntare il dito sempre e solo sui neri??? Abbiamo milioni di stranieri in Italia di tutte le razze, perché prendersela con gli Africani neri??? Facile prendersela con le persone di colore, si notano subito in una società bianca. La maggior parte di loro, quelli che conosco, sono ben inseriti a differenza di altre etnie.

  2. mille espedienti per forzare leggi ove gli stessi comunisti non si sono presentati al Senato per votarle.Sarà bene comunque ricordare ai fan dello Ius Soli puro (all’americana) che negli USA questo
    è protetto da mille “paletti” onde evitare di trasformarlo in un “cittadinanzificio” a stelle e strisce:
    – fino ai 21 anni (non 18) il neonato con cittadinanza americana non dà alcun diritto alla permanenza sul suolo statunitense ai suoi genitori stranieri,se non loro già in possesso di titolo valido (work permit o green card: un visa per studio o turismo ad esempio non lo è affatto);
    – le spese del parto sono a carico dei genitori (si parte dai 18.000 USD in sù…una bella botta); ovviamente se uno già lavora ufficialmente negli USA queste spese sono coperte dalla prevista assicurazione sanitaria,ma se uno è un “esterno” deve mettere mano al portafoglio;
    – è impossibile che le autorità doganali lascino passare una donna incinta agli ultimi mesi anche con un visto di tipo turistico o di studio; da aggiungere che se dalle autorità statunitensi viene subodorato la volontà di far nascere il futuro neonato sul suolo americano…quello di finire su una black list e scordarsi per anni quel Paese è cosa molto facile.
    quindi,con buona pace delle Appendine e dei compagni di casa nostra spesso eccitatissimi dallo Ius Soli puro, l’idea che una coppia di africani che sbarchi negli USA con lei incinta,che venga presa (magari in elicottero italian style) e fatta partorire a spese dei contribuenti americani e che venga fatta lì permanere grazie al bebè “americano” è pura fantasia.
    purtroppo da noi non lo è.

  3. e intanto come da copione lo ius soli, che ha imperversato per mesi nel parlamento eletto con legge incostituzionale, sparisce dalla campagna elettorale. Forse i suoi fautori sanno che perderebbero voti e gli altri partiti, 5 stelle in testa, preferiscono restare nell’ambiguità per tenersi le mani libere. invece sarebbe doveroso informare gli elettori sulle scelte di ciascun partito in merito. C’è da augurarsi che gli italiani ricordino il dibattito di mesi fa sappiano distinguere non solo i contrari dai favorevoli ma anche i voltagabbana e gli attendisti

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