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Roma, 28 dic – E’ finita. Almeno una buona notizia durante la conferenza stampa di fine anno il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ce l’ha data. Giusto il tempo di salire al Quirinale da Mattarella e terminare ufficialmente la XVII legislatura; nessuna proroga dell’ultimo secondo per l’approvazione di una legge sullo Ius Soli che ha già dimostrato impietosamente di non avere i numeri in Senato. Per Gentiloni “arrivare alla conclusione ordinata della legislatura” è stato “un obiettivo fondamentale”, perché “interruzioni traumatiche” sarebbero state “gravi e devastanti”. Il premier difende il suo lavoro e il suo ruolo, dimenticando volutamente che quella che molti giudicano come “la peggiore legislatura del dopoguerra”, non sarebbe dovuta arrivare alla sua naturale scadenza.



Nel 2013 l’obiettivo dichiarato della grande coalizione Pd-centrodestra a sostegno del governo Letta era quello di tornare subito alle urne. Italiani truffati poi una seconda volta dopo la sconfitta del referendum renziano del 4 dicembre 2016, anche qui Gentiloni avrebbe dovuto traghettare per pochi mesi il governo a nuove elezioni, ma ancora una volta con la scusa della necessità della legge elettorale si è tirato a campare fino ad oggi. Di “traumatico”, per citare Gentiloni, ci sarebbe stato solo il mancato vitalizio da erogare a 608 nuovi parlamentari: se la legislatura non avesse superato i 4 anni e mezzo non avrebbero beccato un Euro. Insieme ai privilegi di qualche deputato sono state quelle che Gentiloni definisce “le aspettative internazionali in un momento molto delicato”, ovvero la volontà della Ue e di avere un’Italia allineata e coperta nel difficile passaggio della Brexit e della “peggiore crisi della Ue in 60 anni”, per citare direttamente le parole del presidente del Consiglio, a tenere in piedi l’esecutivo.

“Una legislatura travagliata ma fruttuosa” che dimostra come “in Italia ci sia una sinistra di governo” per Gentiloni, che primo tra tutti rivendica il risultato della ripresa economica, un Italia che “si è rimessa in moto”, spiegando però contestualmente come i dati economici positivi non siano figli delle scelte politiche del governo, ma di una ripresa generalizzata dell’eurozona in cui l’Italia è di 0,7 punti al di sotto della media europea. Un dato che il premier saluta come positivo non essendo più il nostro paese “il fanalino di coda”.

Il presidente del consiglio parla anche dell “contributo rilevante dell”Italia nella sconfitta dell’Isis”, nonostante nessuno se ne fosse accorto. Dopo un lungo elenco di “successi” ottenuti sui temi di lavoro, facilitazioni per le imprese e rilancio del sud, che sarebbero facilmente smentibili girando per una qualsiasi periferia o provincia italiana, Gentiloni in tema di immigrazione si dice “orgoglioso di aver inflitto colpi durissimi ai trafficanti di esseri umani“: il riferimento è forse alle tangenti pagate dal nostro governo alle bande armate libiche per fermare le partenze e tenere i “migranti” in stato di detenzione in condizioni disumane. Un accordo sordido che però garantisce “un terzo di arrivi in meno in un anno” e “l’aumento dei rimpatri dalla Libia verso i paesi africani”. Occhio non vede cuore non duole, questo per Gentiloni vuol dire passare da “migrazioni incontrollate” a “legali e sicure”. Solo l’ultima supercazzola di una conferenza stampa surreale per chi non ha la memoria di un pesce rosso e non si fa abbindolare dai toni pacati del paludato Gentiloni. La campagna elettorale è di fatto cominciata: la speranza è che gli italiani abbiano una buona memoria.

Davide Di Stefano

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1 commento

  1. Gentiloni, ovvero il peggiore, colui che con pacatezza ci ha fatto invadere, colui che ha riportato la peggior sinistra al potere e che ha chiuso il 2017 lasciando un paese in ginocchio dove ogni povero suddito italico ha la consapevolezza di vivere in una fogna a cielo aperto….. Questo genio risulta portatore sano del gene della coltura comunista in cui anche se sei minoranza hai il diritto di far passare leggi e leggine poiché il popolino idiota va educato…..peggio di lui solo gli scarti da centro sociale che riempiono gli scranni dei grillini , anche loro ammalati di supremazia culturale…… vedremo, se e quando ci faranno votare, il popolino idiota e pecorone gli giocherà un simpatico scherzetto….mi raccomando un caro saluto ai compagnucci boldrini e grasso, anche loro assai “cari ” agli schiavi e ai servi della gleba italici…..

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