Bruxelles, 12 giu – L’Italia non intende realizzare alcuna manovra correttiva e un’eventuale procedura di infrazione Ue è da evitare perché rischia di danneggiare la stessa Europa. Parola di Giovanni Tria. Immediata al replica del commissario Ue Pierre Moscovici:Discuteremo, ma serve un percorso credibile“. Nei confronti della Commissione europea, che ha ritenuto giustificata una procedura per deficit eccessivo, “si tratterà di vedere come spiegare, come anticipare forse” ma “nessuna manovra aggiuntiva”: a dirlo il ministro dell’Economia a un forum organizzato da Il Messaggero e ospitato dall’Abi.

Il titolare del Mef: “Con la Ue dobbiamo arrivare a un compromesso”

Tria ha ribadito di credere nelle stime del governo, che non danno un 2,4% di deficit per il 2019 ma un risultato “verso il 2,2 o 2,1%, e quindi siamo grosso modo nel braccio preventivo del Patto di stabilità“. “Dobbiamo evitare in tutti i modi” la procedura d’infrazione della Ue che “farebbe sicuramente male all’Italia ma può fare male all’Europa”, ha aggiunto Tria, secondo cui “dobbiamo arrivare assolutamente a un compromesso, con una trattativa e un dialogo costruttivo. E’ nell’interesse dell’Italia ma anche dell’Europa” aggiunge il ministro. In ogni caso, ha chiarito Tria, l’obiettivo resta quello di far calare l’indebitamento. “Il nostro debito è enorme, lo dobbiamo abbattere” per tranquillizzare i mercati, ha detto il titolare del Mef.

Moscovici: “La palla è ora nel campo italiano”


“La settimana scorsa ho detto che la mia porta è sempre aperta per discutere con le autorità italiane, questo non cambia“, ma “non perdiamo tempo”: così il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. La palla è ora nel campo italiano, dobbiamo vedere un percorso credibile” di riduzione del debito “per il 2019 e il 2020”, e “restiamo pronti a prendere in considerazione ogni elemento che l’Italia potrà presentare”, ha aggiunto. “Siamo impegnati ad applicare in modo intelligente le regole di bilancio – ha detto Moscovici -, perché è il modo in cui ci siamo mossi nel nostro mandato, ma nessuno deve avere dubbi che applicheremo quelle regole se i criteri non saranno rispettati“. Insomma, sebbene il governo verdegiallo non abbia ancora trovato la quadra su come porsi nei confronti di Bruxelles, almeno per adesso non sembra intenzionato a una resa incondizionata sul fronte dei conti pubblici.

Adolfo Spezzaferro

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