Roma, 12 giu – I pm di Roma Luca Palamara e Stefano Rocco Fava rischiano il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale. La Prima Commissione del Csm, a quanto sta per avviare la procedura nei confronti dei due magistrati, coinvolti nell’inchiesta di Perugia sul mercato delle toghe.

Azione disciplinare contro i 4 togati del Csm

Il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, ha promosso l’azione disciplinare nei confronti dei quattro consiglieri togati del Csm, che si sono autosospesi – Gianluigi Morlini, Antonio Lepre, Corrado Cartoni e Paolo Criscuoli – per la vicenda degli incontri con l’ex presidente dell’Anm Palamara e i deputati del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti. L’avvio dell’azione disciplinare non comporta di per sé, come prevede il regolamento interno di Palazzo dei Marescialli, la sospensione automatica dei quattro togati. E’ evidente però, si fa notare al Csm, che la loro posizione si fa più complicata: nei loro confronti anche il “parlamentino” dell’Associazione nazionale magistrati ha sollecitato le dimissioni dal Consiglio.

Slitta la nomina del procuratore di Roma


Intanto rischia di ripartire da zero al Consiglio superiore della magistratura l’iter per la nomina del procuratore di Roma, dopo il voto della quinta commissione che il 23 maggio scorso aveva formulato tre proposte: Marcello Viola, Francesco Lo Voi e Giuseppe Creazzo. Sulla vicenda si è abbattuta la bufera provocata dall’inchiesta di Perugia, e allo stato attuale la situazione è ferma. Non sono state ancora redatte le motivazioni e inoltre la composizione della commissione è stata modificata in seguito all’autosospensione di due togati che ne facevano parte: il presidente Morlini e il consigliere Lepre. La commissione, che nella nuova composizione è presieduta da Mario Suriano, di Area-Magistratura democratica, potrebbe dunque riprendere la trattazione della pratica con nuove valutazioni dei candidati e un nuovo voto. La commissione intende procedere sulle nomine ai vertici delle procure per ordine cronologico, dando la precedenza ai posti vacanti da più tempo, pertanto è difficile prevedere quanto ci vorrà.

Il Colle smentisce: “Mai interventi sulle nomine del Csm”

L’ultimo colloquio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Lotti da quando è cessato dalla carica di ministro è avvenuto il 6 agosto dello scorso anno. Lo sottolineano fonti qualificate del Quirinale interpellate dall’Adnkronos, spiegando che si trattò di una visita di congedo, regolarmente annotata nell’agenda del capo dello Stato, come accadde anche per altri ministri uscenti del governo guidato da Paolo Gentiloni, nel quale Lotti ricopriva la carica di ministro dello Sport. Così viene smentito quanto riportato dalla stampa secondo cui Lotti avrebbe sostenuto di essersi recato al Quirinale per parlare della propria vicenda giudiziaria di cui è titolare la Procura di Roma.

Ludovica Colli

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3 Commenti

  1. Evidentemente anche un magistrato che sembra abbia accettato regalie significative e che sembra fare la guerra per la procura di Roma che dà il potere di controllo sulla politica non viene licenziato ma solo trasferito.E se si mostra che aveva commesso il reato ascritto non perdera’ il lavoro?E’ al di sopra della legge?

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