Roma, 19 mar – L’attenzione economico-commerciale per la Via della Seta “è pienamente legittima. Ed è giustificata proprio alla luce dei nostri interessi nazionali: possiamo potenziare il nostro export verso un mercato di enormi dimensioni“. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera. “Il contenuto del memorandum, negoziato per lunghi mesi con Pechino, coinvolgendo tutte le amministrazioni interessate, non presenta alcun rischio per i nostri interessi nazionali ed è pienamente in linea con la strategia dell’Ue“.

“Come nelle collaborazioni con altri Paesi, il governo italiano opererà, anche nell’ambito della Belt and Road Initiative, un attento monitoraggio delle singole iniziative di collaborazione che saranno avviate a valle del Memorandum, per garantire che anch’esse siano promosse con attenzione alla difesa degli interessi nazionali, alla protezione delle infrastrutture strategiche, anche nel digitale, e prevenendo il trasferimento di tecnologie in settori sensibili”.

Conte: “L’accordo non mette in discussione notra appartenenza a Ue e Nato”

Conte, che da settimane promuove l’intesa con Pechino (inizialmente osteggiato dalla Lega), poi ribadisce che l’accordo “è squisitamente economico-commerciale. Non mette minimamente in discussione la nostra collocazione euro-atlantica“.

“La discussione sulle relazioni esterne, prevista alla cena di lavoro del Consiglio Europeo giovedì 21, riguarderà i rapporti fra l’Unione Europea e la Cina in vista del Vertice UE-Cina del 9 aprile, vertice che potrebbe seguire di pochi giorni – aspetto, questo, tutt’altro che secondario – la conclusione del negoziato economico-commerciale in corso tra Washington e Pechino”, conclude il presidente del Consiglio.

Ok della Camera a risoluzione Lega-M5S

Via libera dell’Aula della Camera alla risoluzione presentata dalla maggioranza sull’informativa resa dal premier Conte sul memorandum Italia-Cina. Sono state invece bocciate le risoluzioni presentate dalle opposizioni.

Nel testo della risoluzione, tra le altre richieste, si impegna il governo ad evitare che “i nuovi rapporti bilaterali possano ragionevolmente essere interpretati all’estero come un principio di distacco dell’Italia dall’Alleanza Atlantica“.

Ludovica Colli

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