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Il Coronavirus ha certamente dato un’accelerazione alla digitalizzazione, processo in cui l’Italia è piuttosto carente se rapportata al resto d’Europa. Smartworking, e-learning, pagamenti digitali, sono tutte terminologie che hanno goduto di mesi di notorietà grazie al lockdown. In questo articolo ci concentreremo proprio sui pagamenti digitali, per comprendere quanto il Covid-19 abbia influenzato il settore.

Coronavirus e cultura digitale

In molte situazioni, nella nostra società prima che un cambiamento venga pienamente implementato occorre moltissimo tempo. In altri casi invece, basta un evento particolare. È questo il caso del lockdown imposto a causa del Covid-19, che come verificatosi anche in altri settori, ha svolto il ruolo di “acceleratore” nel mondo dei pagamenti digitali. Le misure imposte sul distanziamento sociale infatti, hanno portato da un lato a un’intensificazione della comunicazione online da parte delle principali aziende sia del settore alimentare sia di quello tecnologico, che hanno reso disponibili per la consultazione online i propri volantini (come ad esempio Mediaworld, Lidl, Eurospin, Stanhome e altri); dall’altro, hanno favorito il diffondersi dei pagamenti digitali

Persino nelle consegne a domicilio i pagamenti digitali si stanno diffondendo sempre più velocemente. Questo perché, a torto o a ragione, si è ritenuto che evitare il passaggio di contanti potesse costituire una strategia di contenimento del virus.

Ma non è solo nei pagamenti fisici che i metodi digitali hanno acquistato notorietà. Proprio per evitare le tipiche file alle casse dei supermercati, che tanto hanno fatto discutere nel periodo di quarantena, moltissime persone hanno scoperto che la spesa poteva essere fatta anche anche online, rimanendo tra le mura di casa. Questo ha portato ad abbattere quantomeno una parte della tradizionale diffidenza che gli italiani hanno sempre mostrato verso le transazioni online, con una conseguente migrazione verso questo tipo di pagamenti. Questo non significa demonizzare il contante, visto che la nostra opinione continua a essere che i cittadini debbano poter compiere una libera scelta tra i due strumenti. E non significa nemmeno che gli acquisti online debbano soppiantare quelli nei negozi fisici, considerata anche la negativa ricaduta economica su tanti piccoli esercizi. Altra cosa invece, è la libertà di scelta del consumatore tra i vari metodi.

Pagamenti digitali: le nuove tendenze rimarranno nel tempo?

Sapere se le nuove tendenze sui pagamenti digitali rimarranno nel tempo, al momento non è ancora possibile. Sicuramente una fascia di persone riprenderà le sue vecchie abitudini, e su questo non vi è ombra di dubbio. Probabilmente i meno avvezzi alle tecnologie in generale, erano e rimarranno restii ad utilizzarle. Così come molte persone, continueranno ad utilizzare il contante per loro preferenza personale. Non vi è dubbio però che questo periodo di lockdown sia coinciso con un maggiore significativo ricorso al digitale (e non solamente per i pagamenti).

Tra queste, certamente va evidenziata l’obiettiva comodità della tecnologia Contactless. Questa prevede che per i pagamenti fino a 25 euro sia sufficiente solamente avvicinare la carta di credito, di debito, o prepagata ricaricabile, ad un terminale pos compatibile, dove non sarà richiesta nemmeno la digitazione del codice PIN. Ciò significa diminuire notevolmente le tempistiche legate ai pagamenti, con un conseguente vantaggio e comodità.

Molte ricerche di settore indubbiamente evidenziano come i pagamenti elettronici si stiano diffondendo davvero rapidamente anche in precisi settori dove a farla da padrone erano proprio le transazioni in contanti. I pagamenti cashless, dunque, probabilmente conosceranno un significativo incremento, un fatto certamente non negativo a patto che al consumatore venga lasciata, sempre, la libertà di scelta per il suo metodo di pagamento preferito.

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