Roma, 22 lug — Fermi tutti, esistono anche attrici belle e il cui cervello non risulta del tutto contaminato da spazzatura woke e femminista versione hollywoodiana: parliamo di Ana de Armas, che compare nell’ultimo capitolo della saga di 007, No Time to Die. Incredibile a dirsi, al Sun ha dichiarato la propria contrarietà a una possibile versione femminile di James Bond invocando, semmai, ruoli più sostanziali e significativi per le attrici che affiancano il leggendario agente segreto.

Ana de Armas contro lo 007 femmina

La diva afferma di non sapere chi dovrebbe sostituire Daniel Craig, ma è certa di un fatto: non dovrebbe essere una donna. Un discorso applicabile anche al di fuori del franchise di 007: non serve snaturare personaggi originali adattandoli a una versione femminile (la lezione del clamoroso flop delle Ghostbusters in gonnella dovrebbe mettere in guardia i produttori cinematografici), semmai occorre crearne di nuovi per le attrici donne.  

L’attrice che ha interpretato la misteriosa Paloma in No Time to Die ha espresso chiaramente il suo punto di vista: «Non c’è alcun bisogno di rubare il personaggio di qualcun altro». Piuttosto, le piacerebbe che nella saga trovassero posto personaggi femminili dotati di maggior spessore. «Vorrei che i ruoli femminili nei film di Bond, anche se 007 continuerà a essere un uomo, prendessero vita in un modo diverso».

Non è la sola a dirlo

De Armas non è la sola donna del mondo dello spettacolo ad affermare che il ruolo di Bond dovrebbe continuare a essere maschile. Barbara Broccoli, produttrice di lunga data di 007, aveva già espresso dubbi sull’eventualità di una James Bond femmina. «E’ un maschio», aveva dichiarato in un’intervista rilasciata al Guardian nel 2018. «È un personaggio maschile. È stato scritto come un maschio e penso che probabilmente rimarrà come un maschio. […] E va bene così. Non dobbiamo trasformare i personaggi maschili in donne», ha aggiunto evidenziando, già 4 anni fa, la necessità di creare un maggior numero di personaggi femminili da affiancare al protagonista maschile. Le aveva fatto eco anche l’attrice Rosamund Pike, che nel 2002 aveva recitato nel ruolo di Bond Girl in Die Another Day: «Penso che il personaggio di James Bond debba rimanere uomo. Perché piuttosto non creare ex novo una vera e propria agente femminile?».
Cristina Gauri

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1 commento

  1. Madonna che sfiga che emani, Crì
    Sempre a cercare qualche causa di cui non fotte un cazzo a nessuno meno che a te
    Era meglio quando ti veniva in faccia l’Agent Paz

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