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Roma, 8 gen – Molti di voi ricorderanno il vespaio di polemiche sorto dalla battuta sulla presunta invidia di Vladimir Luxuria per la spada di Lady Oscar fatta dal cantante dei Gem Boy nel corso di un concerto con Cristina D’Avena. Quest’ultima ha chiesto ufficialmente scusa, ma il suo sodale non ha fatto altrettanto, anzi: Carletto rifiuta nettamente di scusarsi.

“Non ci sto a passare per omofobo”

Il cantante del gruppo demenziale prende le distanze da quanto dichiarato dalla D’Avena e anzi, dalle pagine di Libero ci tiene a ribadire che non ha niente di cui scusarsi: “Non ci sto a passare come omofobo. Tanto per incominciare la battuta era diversa e non certo gratuita. In uno dei tanti siparietti sul palco, fingevo di aver rubato il cellulare a Cristina. Leggevo i vari sms, partendo da Siffredi («Ciao sono Rocco, tuo papà Gambalunga») fino appunto a quello di chiusura su Vladimir, che serviva a lanciare la canzone di Lady Oscar. Il suo finto sms era: “Ciao Cri, sei una grande, potresti dedicarmi Lady Oscar? È un personaggio in cui mi identifico molto anche se io ho la spada più lunga“. Hanno riso tutti”.

La versione di Carletto

Carletto ricorda poi degli avvenimenti che hanno reso a dir poco spiacevole la serata, in una versione ben diversa da quella resa pubblica dalla mamma della ragazza trans che ha denunciato l’omofobia dei Gem Boy: “Quando poi è finito lo spettacolo è arrivata questa signora: si è lanciata in un monologo acceso e critico monopolizzando tutto il fine serata e prendendo a male parole anche chi, tra la polizia municipale, la invitava a calmarsi. Alla fine mi ha dato un suo libro, dove racconta la storia di transizione di sua figlia. Se voleva farmi riflettere, poteva scegliere un modo più civile. O forse cercava solo visibilità“.

“Non si può più fare ironia su nulla”

Dopodiché Carlo passa a commentare la situazione di estremo pericolo in cui versa la capacità di fare ironia in Italia da quando vige il diktat Lgbt: “Di questo passo non si può fare ironia su nulla. Una battuta non può diventare un manifesto! L’omofobia esiste e va combattuta, ma la signora ha mirato al bersaglio sbagliato”. Il cantante dei Gem Boy, infatti, rivendica di lavorare anche “per il canale YouTube Piccole magazine che segue il mondo Lgbt“. “Fare ironia sulle minoranze è un campo minato perché ci sarà sempre qualcuno che si sentirà offeso” continua il cantante.

“La nostra essenza è la trasgressione”

“Il punto è che non sai mai chi c’è dietro l’uomo che fa la battuta: se è rispettoso o meno. Per questo io mi permetto di prendere in giro solo le persone che conosco (come Cristina D’ Avena o Vladimir, che è un personaggio pubblico) e solo durante i concerti. Una volta sceso dal palco, il gioco finisce“. “Io sono semplicemente me stesso” conclude “ho fatto quello che faccio da anni. L’essenza dei Gem boy è la trasgressività. Tra l’altro sono sicuro che se Luxuria fosse stata al concerto avrebbe riso, rispondendo bonariamente pan per focaccia”. Noi non ne siamo molto sicuri; un tempo il mondo gay era ferocemente incline alla comicità, a proprie spese e alle spese di altri, tanto da risultare un baluardo di irriverenza. Adesso il mondo si è capovolto, e dove un tempo c’erano i “democristiani” a scandalizzarsi, adesso ci sono gli arcobaleno …

Ilaria Paoletti

5 Commenti

    • Caro Laziale, l’odio è reciproco e quindi,per te avrei in serbo una fine molto più atroce, ti scioglierei lentamente nell’acido e poi i tuoi putrefatti resti li spargerei in piazzale Loreto ????

  1. La regola è molto semplice: si possono fare tutte le battute che si vogliono sui ghei, ma solo se si è ghei.
    I primi ad usare parole interdette tipo finocchio/a, frocio/a, sono proprio loro tra di loro oppure in una discussione – litigata con un etero per insultarlo. Un bel mondo davvero.

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