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Roma, 4 set – Che la Serie A non sia più la principessa che tutti vorrebbero portare al grande ballo lo abbiamo già scritto. Alle dolorose – qualitativamente parlando – perdite di Donnarumma, Hakimi e Lukaku si è aggiunta nello scorso fine settimana anche la fuga di Cristiano Ronaldo.



Proprio l’arrivo del campione portoghese, avvenuto nel luglio 2018, ha avuto il merito di fungere da volano per tutto il movimento calcistico. In particolare nel giro di un paio d’anni quelle che erano da tante stagioni compagini lontane dai piani alti della classifica e rischiavano di diventare definitivamente nobili decadute – Inter e Milan – hanno saputo rinnovare la sfida con la rivale di sempre.

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Un campionato a corto di soldi e sicuramente con meno doti tecniche rispetto ai nastri di partenza di dodici mesi fa. Ma non tutto il male viene per nuocere. Tale situazione può favorire il salto di qualità di giovani talenti azzurri – vedi la Juve che ha investito su Locatelli o il Milan, con il tentativo di far riemergere il talento di Pellegri – e aguzzare l’ingegno dei tecnici (più o meno) emergenti, sull’esempio di Roberto De Zerbi, il quale dopo un ottimo triennio con i “mezzi limitati” del Sassuolo si è guadagnato la chiamata europea dello Shakhtar. Il calcio infatti non è solo un gesto tecnico: è lavoro quotidiano, attitudine al sacrificio, utilizzo della materia grigia, attaccamento alla causa.

Le prime indicazioni alla fine della seconda giornata di campionato

Il campionato, che avrà un formato diverso dal solito – causa calendario, con il ritorno che non sarà speculare all’andata – è momentaneamente fermo per la consueta pausa Nazionale di inizio settembre.

Dopo 180′ di gioco però qualche spunto interessante è già arrivato. Innanzitutto dalle due neopromosse che mancavano nella massima competizione da circa vent’anni. Salernitana e Venezia hanno pagato lo scotto della nuova categoria: sia i campani che gli arancioneroverdi non hanno mosso la classifica. I lagunari in particolare sono l’unica squadra – insieme alla Samp – non ancora andata a segno. La sosta insomma arriva nel momento giusto per metabolizzare i ritmi.

Inizio balbettante anche per lo Spezia: avanti 2-0 in quel di Cagliari subisce il ritorno degli isolani che in soli 4 minuti impattano. Demolito poi 5 giorni più tardi all’Olimpico con 3 gol per tempo da una scatenata Lazio a punteggio pieno. Biancazzurri che hanno già fatto proprio il verbo di Sarri: ben 9 le reti realizzate, di cui 4 a firma del campione d’Europa Ciro Immobile.

Il peso dei gol italiani

Quelli della scarpa d’oro 2020 non sono gli unici gol italiani – relativamente – pesanti di questo avvio di campionato. Agli sgoccioli della prima è Roberto Piccoli, giovanissimo centravanti orobico, a regalare il bottino pieno all’Atalanta in casa di un Torino fermo a 0 punti.

Storico, a suo modo, è l’azzurrissimo gol di Mancuso allo Stadium: l’Empoli mai aveva vinto a domicilio della Vecchia Signora. Questa incerta Juve agostana non è comunque attendibile in quanto Allegri non è nuovo a percorsi vincenti…alimentati a diesel. Scommettiamo che – dopo un biennio fortemente “giochista” – la pragmaticità di acciughina tornerà presto nelle caratteristiche bianconere.

Sempre a proposito di marcature italiche, in vetta alla classifica troviamo, oltre ai capitolini, anche il Milan – Tonali spiana la strada del largo successo casalingo di domenica scorsa – il Napoli, vittorioso a Genova (seconda sconfitta per i rossoblu) grazie al bomber di scorta Petagna e la Roma, con Pellegrini che apre e chiude la goleada di Salerno. I rossoneri di Pioli – bravi a sopperire alla pesante assenza di Ibra – sembrano tornati quelli del 2020. Mentre Spalletti non si nasconde, parlando apertamente di scudetto, lo Special One rispedisce furbamente al mittente ogni domanda sull’argomento.

Chiude infine il quintetto di testa la martoriata (sul campo mica tanto) Inter del fu Inzaghino. Il tecnico piacentino inizia – in maniera intelligente – nel solco del predecessore. Giocando su tre fronti avrà infatti tempo e modo di rimodellare una Beneamata a sua immagine e somiglianza.

Per ora – come prevedibile – in testa regna l’equilibrio. In attesa delle prime partite “di cartello”, l’unica sorpresa è la momentanea difficoltà della squadra di casa Agnelli. Se l’antipasto insomma è stato gradevole, attendiamo le portate principali con una sicurezza: anche quest’anno la tanto bistrattata Serie A ci farà divertire.

Marco Battistini

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2 Commenti

  1. Mi dà da mangiare, mi rende più bello ed intelligente ? No, quindi me ne frego !
    Se gira mi scarico i nervi con amici a calciare palle… possibilmente senza cacciar balle che hanno le gambe corte! Non me ne voglia il brevilineo Fabio Capello che operava quando il calciopalla non era ancora totalmente questa m…a. Che mi ricorda tanto la pelota pilotata!

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