Roma, 21 giu – Le meraviglie italiane oggi si chiamano Benedetta Pilato e Thomas Ceccon. Non scordiamo queste imprese, vanto e gloria della nostra nazione.

Mondiali di nuoto: Pilato e Ceccon capolavori italiani. La nuotatrice è oro nei 100 metri rana a 17 anni

Non solo Federica Pellegrini, l’Italia del nuoto femminile è un capolavoro continuo. Prova ne sia la straordinaria vittoria della Pilato ai Mondiali di Budapest: oro nei 100 metri rana a soli 17 anni. Un successo coronato da un pianto liberatorio, di gioia assoluta per l’impresa compiuta: “Mi spiace”, ha detto Pilato, scoppiando a piangere durante un’intervista subito dopo il trionfo, “è il mio sogno che si avvera”. Una felicità ancora più grande se consideriamo il flop alle Olimpiadi di Tokyo lo scorso anno. Forza, caparbietà e dunque riscatto per la nuotatrice italiana che è salita lassù, sul più alto gradino del podio. La Pilato è riuscita a battere la tedesca Anna Elendt (argento) e l’olimpionica di Londra, la lituana Ruta Meylutite (bronzo). Niente da fare per l’altra fenomenale nuotatrice, Lilly King, americana olimpionica di Rio. La diciassettenne italiana, classe 2005, è pure detentrice del record mondiale sui 50 rana con un tempo di 29″30.

Ceccon, oro e record del mondo

Capolavoro tricolore il suo che arriva a pochi minuti da un’altra straordinaria vittoria: quella di Thomas Ceccon, nei 100 metri maschili dorso. Medaglia d’oro e record del mondo nella specialità per il nuotatore italiano, primo azzurro in assoluto a vincere una medaglia internazionale in questa categoria nonché primo italiano a firmare un record mondiale dopo 33 anni.
“Devo ancora realizzare, 51″60 è veramente molto molto forte. Mi bastava fare la gara di ieri tenendo gli ultimi 15 metri e l’ho fatto. Non mi aspettavo questo tempo oggi”, ha dichiarato Ceccon ai microfoni di Rai Sport. “Il primato del mondo è un qualcosa che nella carriera di uno sportivo è tanta roba, poi anche gli altri sono andati abbastanza forte – ha precisato il nuotatore azzurro – Murphy sapevo che si nascondeva, fa sempre così lui, anche l’altro americano sapevo che poteva andar forte. Io però mi sentivo bene, la gara di ieri mi ha dato tanta sicurezza. Sapevo di non avere rivali oggi”.

Alessandro Della Guglia

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