Ankara, 3 dic – Doveva essere un’innocua pillola statistica. Invece è diventata la ragione del suo licenziamento. È quanto successo al povero Alper Bakircigil, telecronista turco che, per l’emittente di Stato (Trt), stava commentando la partita Marocco-Canada, ultima gara del Gruppo F ai mondiali qatarioti. Per somma sfortuna del giornalista, l’ala marocchina Hakim Ziyech ha aperto le marcature al 4’, quindi nei minuti iniziali della partita. A quel punto, Bakircigil ha ricordato che il record del gol più veloce ai mondiali di calcio è tuttora detenuto da un calciatore turco: il celebre attaccante Hakan Sukur, che nel 2002 trovò la rete contro la Corea del Sud dopo soli 11 secondi.

La condanna di Erdogan

Hakan Sukur, che a tutt’oggi è il cannoniere più prolifico nella storia della Nazionale turca con 51 gol, ha però un grosso problema: è stato condannato alla damnatio memoriae dal presidente della Turchia Erdogan, che lo accusa di aver partecipato al golpe fallito del 2016. L’ex attaccante, meteora anche del calcio italiano (ha militato in squadre come Torino, Parma e Inter, senza lasciare buoni ricordi), dopo la carriera da calciatore si era dato alla politica, e più precisamente nell’Akp, lo stesso partito di Erdogan. Con cui, però, i rapporti non sono mai stati idilliaci, a dir poco. Di qui il suo trasferimento negli Stati Uniti, in cui è rimasto dopo il mandato d’arresto spiccato nei suoi confronti per la presunta complicità nel tentativo di colpo di Stato.

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Il post (cancellato) del telecronista turco

Per tutti questi motivi, il malcapitato Bakircigil ha pagato cara la sua pillola statistica. All’intervallo di Marocco-Canada, infatti, il telecronista turco è stato licenziato in tronco, per essere quindi sostituito da un suo collega. Amareggiato per l’accaduto, il giornalista aveva commentato così su Twitter la sua sostituzione ai microfoni: «Sono stato fatto fuori dalla Trt, dove ho lavorato con orgoglio per molti anni, dopo l’evento che ha avuto luogo oggi. La separazione fa parte dell’amore. Spero di vedervi di nuovo. Arrivederci…». Il post – per timore del peggio – è stato poi cancellato.

Gabriele Costa

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