Roma, 9 apr – Di cose strane nel mondo del calcio ne abbiamo viste molte e forse sentite anche di più. Oggi parleremo dell’unica volta in cui un arbitro sospese una partita di calcio per l’avvistamento di Ufo.

“Guardate lassù, c’è un Ufo!” 

Mercoledì 27 ottobre 1954, un giorno che passerà alla storia. Ci troviamo al Comunale di Firenze, che oggi conosciamo come Stadio Artemio Franchi, ad affrontarsi sono la Fiorentina e la Pistoiese in un derby toscano valido per la categoria cadetti. La squadra viola è rappresentata da giocatori come Ardico Magnini, Giuseppe Chiappella, Romolo Tuci e Ronaldo Lomi che diventeranno l’ossatura della squadra che l’anno successivo vincerà il primo scudetto e, qualche anno più tardi, sarà la prima finalista italiana in Champions League (allora Coppa Campioni) poi persa con il Real Madrid di Alfredo Di Stéfano.

Primo tempo colorato di viola, con un rotondo 3-0. Finito il tè caldo negli spogliatoi e i panini sugli spalti, le squadro riprendono il secondo tempo quando, improvvisamente, tutto si ferma. Il pallone, oggetto del desiderio di ognuno dei 22 giocatori in campo, rotola sul campo verde indisturbato, abbandonato dalle attenzioni dei calciatori. Un fermo immagine. Sì, perché i giocatori delle due squadre, l’arbitro, i dirigenti, gli accompagnatori, i 10mila tifosi finanche il paninaro alzano gli occhi al cielo e i primi brusii vengono interrotti da un silenzio assordante. Alla fine qualcuno urla: “Guardate lassù, gli Ufo!”. Visto il fatto tanto eclatante quanto evidente, l’arbitro sospese la partita e sul referto scriverà “partita interrotta per la presenza di qualcosa in cielo”.

Ipotesi e testimonianze dei presenti

Magnini dirà di aver visto oggetti, tipo uova, muoversi nel cielo. Chiappella li descriverà come oggetti sferici che andavano avanti e indietro, altri parleranno di cerchi luminosi od oggetti a forma di cappelli cinesi. Tutti concordano però sulla presenza in cielo di oggetti luminosi o accompagnati da scintillii a cui farà seguito una pioggia di filamenti bianchi e appiccicosi. Presente al Comunale anche Giorgio Batini, giornalista de La Nazione, che insieme a uno studente di ingegneria riesce a prendere un filamento per poi farlo analizzare all’istituto di Chimica Analitica dell’Università di Firenze, che ne studia la composizione. Dal referto scopriremo che i cosiddetti capelli d’angelo o bambagia silicea sono composti da calcio, silicio, alluminio, magnesio, ferro e boro. Questa scoperta porterà ad escludere una delle due ipotesi espresse dal Cicap (Comitato italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) che fondava sul ballooning, tecnica con cui alcuni ragni migratori, dopo aver prodotto dei filamenti biancastri, vengono trasportati per lunghe distanze dal vento e il cui periodo coincide con quello dell’avvistamento.

L’altra chiave di lettura espressa dal Cicap rivelava che in quella settimana erano in corso esercitazioni militari che facevano uso di chaff, una sostanza usata come contromisura per trarre in inganno il sistema di puntamento degli aerei, che avrebbe creato riflessi nel cielo. Il fenomeno è stato oggetto di numerosi articoli, soprattutto de La Nazione e La Domenica del Corriere, e qualche anno fa anche la BBC dedicò spazio a questa incredibile storia, raccogliendo alcune testimonianze: «In quegli anni tutti parlavano di alieni, tutti parlavano degli Ufo e noi ne abbiamo avuto l’esperienza, li abbiamo visti, direttamente, per davvero.»

Isteria di massa o alieni ultras?

Possiamo affermare che tra gli anni 50 e 60, in tutto il mondo divennero popolari i termini dischi volanti e Ufo, come conseguenza del primo avvistamento avvenuto in America nel 1947. Nell’autunno del 1954 ci fu una vera e propria ondata di avvistamenti, concentrata tra Francia e Italia. Oltre al caso di Firenze, nelle due settimane successive ce ne furono due a Roma e uno a Gela, oltre all’incontro ravvicinato in provincia di Arezzo. Ancora oggi, a distanza di 68 anni, non c’è una risposta a quanto successe al Comunale. L’unica certezza è che la partita riprese e la Fiorentina vinse per 6-2.

Francesco Campa

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