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L’emergenza sanitaria che ha investito l’Italia lo scorso anno e che ancora oggi, purtroppo, non è superata, ha avuto effetti deleteri sull’economia nazionale.



Anche l’industria ha sentito il forte contraccolpo legato alla pandemia, e ad accertarlo è una fonte assolutamente autorevole quale Confindustria.

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I dati di Confindustria: un vero tracollo durante il lockdown

Come si può notare visitando questo link del relativo sito Internet ufficiale, il primo forte calo della produzione industriale si è avuto nel mese di marzo 2020, ovvero quando il virus ha iniziato a diffondersi in maniera importante nel nostro Paese e, di conseguenza, hanno iniziato ad essere attive le prime restrizioni.

Nello specifico, nel mese di marzo la variazione tendenziale è stata del -24,2% rispetto al mese precedente, ma il calo più pesante è stato quello di aprile, con l’Italia in pieno lockdown e l’economia in una situazione di stallo pressoché totale: in questo mese il calo risultato essere del -43,6%.

Quella avutasi tra marzo e aprile, dunque, è risultata essere una caduta senza precedenti, una situazione che, rileva Confindustria, non si era mai verificata in tutte le serie storiche a sua disposizione.

Quando avverrà la ripresa? Le previsioni di Confindustria

La nota confederazione dell’industria italiana si è inoltre sbilanciata su quello che potrebbe essere il prossimo futuro di questo settore che è sempre stato un motore trainante dell’economia nazionale.

Ad oggi, purtroppo, la situazione continua ad essere piuttosto incerta anche per quanto riguarda la gestione della situazione sanitaria, e questo ovviamente frena la tanto auspicata ripartenza.

Oltre a questo, sottolinea Confindustria, bisogna considerare anche che moltissime famiglie hanno visto ridursi i loro redditi, di conseguenza è verosimile attendersi un calo dei consumi, senza trascurare il fatto che la grande incertezza generale porterà con ogni probabilità le famiglie ad essere prudenti sulle spese da compiere.

Ad oggi, dunque, i tempi di ripresa continuano ad essere un punto interrogativo; l’auspicio ovviamente è che si riesca a risolvere il problema a monte, magari tramite una diffusione massiva dei vaccini, in modo che all’aspetto sanitario, che viene senz’altro prima di ogni altra cosa, corrisponda anche una ripresa economica preziosa sia per le imprese che per i cittadini.

L’industria italiana è solida e vanta settori di eccellenza

Bisogna d’altronde sottolineare che l’industria italiana è solida e vanta aziende fortemente competitive, anche su scala internazionale: molte di queste aziende, peraltro, hanno avuto modo di proseguire la loro attività anche nel pieno dell’emergenza, o comunque di interrompersi solo per breve tempo, e questo ha garantito loro una grande solidità.

Ci sono pochi dubbi, dunque, sul futuro delle aziende industriali che rappresentano un fiore all’occhiello nazionale, ovvero quelle che appartengono ai settori più floridi dell’industria nazionale.

Da questo punto di vista risultano assai utili i dati forniti dalla stessa Confindustria, che nel 2019 ha presentato il “podio” dei migliori settori industriali.

Come si può notare visionando questo link, al primo posto di questa speciale classifica figura il settore della meccanica strumentale, un ambito molto variegato che include, ad esempio, le aziende che producono impianti di aspirazione industriale come https://www.delfinvacuums.com/, e che è una delle più tradizionali icone della manifattura italiana e anche a livello di export.

Al secondo posto figurano i prodotti in metallo, anche questo un settore molto ricco che costituisce un punto di riferimento per le industrie più disparate, al terzo vi è il settore della riparazione e dell’installazione di macchinari.

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