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Ormai è da oltre un anno che la pandemia ha cambiato le abitudini di tutti, chi più chi meno.  Tra chi riscontra maggiori difficoltà nella vita di tutti i giorni rispetto ad altri bisogna mettere in conto le madri lavoratrici che stanno pagando un prezzo più alto. È evidente che le madri che lavorano si trovano in grave difficoltà durante questa emergenza sanitaria che si prolunga nel tempo costrette a dividersi tra cura dei figli, della casa e del lavoro. Il peso della gestione è praticamente tutto sulle spalle delle donne e, in particolar modo, sulle mamme che lavorano con ripercussioni sulla salute psicologica e fisica.

Politiche di conciliazione insufficienti

La parità di genere sembra essere uno slogan politico che viene rispolverato all’occorrenza per raccogliere consensi e voti. Concretamente quasi nulla è stato fatto in termini di provvedimenti, i quali risultano inadeguati; spesso non tengono conto della quotidianità delle mamme a casa con figli in dad e le classiche otto ore di lavoro da portare a termine. Insomma, non ci sono politiche di conciliazione adeguate; le mamme non riescono a fare tutto. Un po’ lavorano e usano le cartucce inkjet economiche per stampare i progetti di lavoro e un po’ per i compiti dei figli, aumentando il livello di stress.

Se in un primo momento lo smartworking sembrava essere la soluzione per tutti, a lungo andare sono emersi diversi punti di debolezza, iniziando proprio da un eccessivo carico per le lavoratrici con i figli minorenni a casa da scuola. A conti fatti, lo smartworking può esser una buona cosa ma occorre che tutt’intorno ci sia un sistema funzionante che sostiene le famiglie, iniziando proprio dal ruolo centrale dell’educazione e delle scuole.

Quali sono i problemi evidenziati

Le lavoratrici con figli a casa per colpa delle scuole chiuse portano alla luce diverse problematiche. Non si tratta solo ed esclusivamente di seguire le lezioni online da uno schermo, ma i bambini e ragazzi incontrano nuove difficoltà a causa dell’isolamento sociale. I genitori non devono fronteggiare quindi solo il problema della didattica a distanza poiché i ragazzi mostrano forti livelli di stress e disturbi di vario tipo. Tutto ciò ovviamente si sovrappone ai classici problemi sul posto di lavoro che si acuiscono per via della distanza.

Il divario di genere

In una società ideale, il carico si sarebbe dovuto divide in maniera su entrambi i genitori, ma la parità di genere risulta essere ancora un miraggio. Ormai è dimostrato che la società è ancora indietro per quanto riguarda il divario di genere su tematiche quali livello di stipendio, opportunità di lavoro, possibilità di avanzamento di carriera, conciliazione tra lavoro e famiglia, anche per quanto riguarda la cura di persone anziane non autosufficienti.

L’emergenza sanitaria ha accentuato ancora di più questo divario, sottolineando quanto il multitasking sia solo un falso mito. Non è infatti vero che le donne sono più abili degli uomini a fare tutto contemporaneamente senza fatica. Spesso molte madri che lavorano provano a conciliare tutto perché convinte sia loro dovere, finendo però con grosse ripercussioni sul piano psicofisico.

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