buzziRoma, 12 dic – “Spesso chi ci aveva aiutato nel nostro percorso aveva dovuto fare suo il motto di Giolitti: la legge per gli amici si interpreta”. Così Salvatore Buzzi parla dell’origine della Cooperativa 29 Giugno sul sito della stessa associazione, descrivendo in modo del tutto esplicito quanto l’origine della coop sia stata favorita dalla complicità e dalla collusione della sinistra romana.

Nel cui album di famiglia, Buzzi occupa da sempre un posto privilegiato, anche se oggi fanno tutti finta di non conoscerlo (almeno quelli di cui non è spuntata una foto compromettente, si capisce).

Con la 29 Giugno, quindi, le autorità capitoline non hanno applicato la legge, l’hanno “interpretata”. Per arrivare a quale nobile fine umanitario? Esattamente questo: alle 14.19 dell’1 gennaio 2013 – come riporta il Corriere della Sera – Buzzi manda un sms ad alcuni compari di merende in cui si augura che «il 2013 sia in anno pieno di monnezza, profughi, immigrati, sfollati, minori, piovoso così cresce l’erba da tagliare e magari con qualche bufera di neve: evviva la cooperazione socialee» (gli errori sono nel testo originale).

Un’ironia cinica, beffarda, che dirada gli ultimi dubbi residui circa la reale indole di questo “benefattore”, ex idolo della sinistra. Si tratta del resto dello stesso personaggio che in una ormai nota conversazione registrata dalle microspie il 20 aprile 2013, spiegava: «Noi quest’anno abbiamo chiuso… con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi… gli utili li abbiamo fatti sui zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati. Tutti gli altri settori finiscono a zero».

Ed è lo stesso autore di questa frase ormai passata agli annali: «Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende di meno». Conversazioni che spiegano bene perché la capitale sia soggetta a continue emergenze: l’emergenza è il modo migliore per far saltare le regole e aiutare gli amici degli amici, sempre “interpretando le leggi”.

È il caso, per esempio, della grande nevicata del febbraio 2012, quella che ha visto Alemanno in strada col badile in mano fra l’ironia generale. Ebbene, Buzzi in un altro colloquio registrato spiega che per partecipare alla gestione di quell’emergenza aveva concordato una tangente di 40.000 euro per  il relativo funzionario del Comune. Ma forse stavano solo “interpretando la legge”.

Giorgio Nigra

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