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Il 28 Marzo 1923 nasce l’Aeronautica: dalla teoria del Potere Aereo alle Squadriglie degli Assi

by La Redazione
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aeronautica anniversarioRoma, 28 mar – Gli sviluppi del primo conflitto mondiale e ancor prima della guerra Italo-Ottomana hanno mostrato ai vertici politici e militari il fondamentale ruolo che le azioni aeree di bombardamento e ricognizione avrebbero ricoperto nella guerra moderna. Già nel 1984, presso il 3° reggimento Genio Telegrafisti dell’Esercito viene istituito il Servizio Aeronautico, mentre 20 anni dopo sul lago di Bracciano si alzerà in volo il primo Dirigibile militare italiano e poca distanza di tempo si cominciano a sperimentare voli sulla rotta Roma-Vigna di Valle.

Sarà solo molti anni più tardi però, dopo l’utilizzo di mezzi aerei (Neiuport, Bleriot, Etrich e Farman) per ricognizioni e bombardamenti durante la guerra di Libia (1911) che ci si rende conto del ruolo essenziale che il cielo avrebbe assunto nei conflitti futuri. Ed è così che durante la Grande Guerra divengono noti alcuni nomi di assi e squadriglie che sono entrati nella leggenda della tradizione militare italiana e i cui simboli ancora oggi sono rappresentavi della Storia e dei reparti: su tutti ricordiamo la 91° squadriglia, meglio nota come squadriglia degli assi o squadriglia Baracca e il cui simbolo compare tutt’oggi sullo stemma dell’Aeronautica Militare, divenuta famosa per le imprese con cui i suoi componenti hanno condotto le operazioni belliche nello spazio aereo durante la guerra e per l’alto numero di vittorie e abbattimenti. E’ opportuno anche ricordare l’87° squadriglia “La Serenissima”: è qui che il Tenente Colonnello Gabriele D’Annunzio, a bordo di uno SVA, sorvola insieme a Natale Palli la capitale asburgica effettuando quello che nella Storia resterà noto come Il Volo su Vienna. Nella battaglia del Piave nel Giugno 1918 caccia e bombardieri, in concorso con le forze terresti, risulteranno determinanti per la vittoria.

Quello che ormai appare evidente nell’evoluzione del combattimento viene poi espresso e pubblicato nel volume “Il Dominio dell’aria” di Giulio Douhet, il quale nel ’22 viene eletto da Mussolini direttore per l’aviazione militare. Lo stesso Mussolini sarà a capo del Commissariato per l’Aeronautica ed infine, con il Regio decreto 645, il 28 marzo dello stesso anno nasce la Regia Aeronautica. Mussolini affida il comando della neo nata Forza Armata al Generale Pier Ruggero Piccio, già asso della 91° squadriglia. Quelli successivi saranno, nonostante la pace, anni intensi nei quali l’aviazione è impegnata ad affermare il prestigio italiano nel mondo. Ancor prima che la figura di Italo Balbo affermasse il suo mito, già molti aviatori effettuano trasvolate fino ad allora impensabili e conseguono primati. Già nel ’20 Arturo Ferrarin e Gino Cappannini (sventurato compagno di Balbo con cui morirà nel ’40 sui cieli di Tobruk) sono protagonisti di un’impresa fortemente voluta dal Vate Gabriele D’annunzio, effettuando un volo da Roma a Tokyo dove saranno accolti con grandi festeggiamenti. Cinque anni più tardi Francesco De Pinedo, a bordo di un S-16 arriva a Merlbourne e Tokyo. Dal 1928 fino ai primi anni trenta Italo Balbo è protagonista delle più importanti trasvolate, da lui volute anche come addestramento collettivo per i piloti. Prima è la volta di Odessa, successivamente con 14 S.55 arriva in Africa e Sud America. L’impresa più nota di Balbo però è quella che lo portà a trasvolare l’Atlantico ed ad essere accolto dai cittadini in festa di Chicago. E’ con l’Etipia prima e con la Spagna poi che la Regia Aeronautica, che in Spagna assume il nome di Aviazione Legionaria, riceve il suo battesimo del Fuoco. In Africa Orientale è fondamentale il suo supporto con operazioni di bombardamento e ricognizione, mentre nella guerra civile spagnola dopo il pronunciamento dei nazionalisti l’Aviazione Legionaria trasporta con un Ponte Aereo le truppe del Tercio da Ceuta alla penisola iberica. Nelle colonie , solo tra Etipia, Eritrea e Somalia l’Italia costruisce e rende operativi 83 aeroporti. Vengono poi gli anni della Seconda Guerra Mondiale: dall’Europa all’Africa i nostri aviatori sono eroicamente protagonisti di tutte le fasi del conflitto. Dopo l’8 settembre le forze aeree del Nord si riorganizzano intorno ad un’importante e carismatica figura: Ernesto Botto, mutilato di guerra detto “Gamba di ferro”, chiama a se quegli aviatori e avieri che decidono di continuare a combattere. Affianco a lui vi sono straordinarie figure di uomini come testimoniano le Medaglie al Valore: combattenti del calibro di Luigi Gorrini e Adriano Visconti, comandante ucciso a tradimento dai partigiani.

La storia della nostra aeronautica ha attraversato tutte le vicende d’Italia, dalla Guerra fredda ai diversi conflitti in ambito Nato. La tecnologia ha fatto si che i sistemi d’arma siano sempre più complessi e la componente umana vada diminuendo. Dagli Assi di Baracca agli aviatori del Duca D’Aosta, dagli Arditi Distruttori ai piloti dell’ANR, dai Tornado all’F-35, la consapevolezza che è la componente umana e la sua capacità di applicarsi all’arte bellica a costituire il centro dell’attività dei velivoli e degli uomini e deve far si che, attraverso la valorizzazione di una tradizione e di una Storia costruita sul coraggio e sul Sangue degli italiani, un’istituzione fondamentale di uno Stato sia e resti motivo d’orgoglio e vanto per popolo e nazione.

Fabio Di Martino

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