Donald Trump, buffone o spina nel fianco per le lobby Usa?

Republican presidential candidate Trump gestures and declares "You're fired!" at a rally in ManchesterWashington, 27 ago – L’America sembrerebbe andar pazza per Donald Trump, il miliardario statunitense che sogna di candidarsi come Presidente tra le fila dei Repubblicani. In tutta onestà affrontare il tema delle prossime elezioni USA poteva trasformarsi nel solito noioso resoconto di una sfida tra due personaggi cloni, incapaci di differenziarsi sui veri temi interessanti che riguardano il futuro di quel paese e del mondo in generale (dato che, di fatto, l’ingerenza politica di Washington negli affari degli altri Stati è sempre più forte). Ed in effetti la sfida pareva già scritta, così come i due contendenti: Hillary Clinton e Jeb Bush. Praticamente un vero e proprio remake della storia americana, dato che Hillary è la moglie di quel Bill, già due volte Presidente, e Jeb è rispettivamente fratello e figlio di quegl’altri due Bush, anch’essi entrambi ex Presidenti. Che barba, che noia, verrebbe da dire. In effetti sembrerebbe più una sfida tra le solite dinastie statunitensi, perennemente destinate a difendere i loro legittimi eredi.

Eppure, da noiosissima ed anche un po’ fastidiosa quale doveva essere, la corsa alla Casa Bianca adesso sembrerebbe diventata interessante ed il merito indiscusso va proprio a Trump. Il perché è semplice: pur non essendo del tutto chiaro se si tratti di una strategia politica da manuale, oppure di una effettiva vena pazzoide del personaggio in questione, sta di fatto che Trump sta letteralmente rompendo tutti gli schemi, uscendo ogni giorno con dichiarazioni apparentemente deliranti ed estremiste, ma che pare vengano sempre più apprezzate dagli Americani. Tanto per cominciare manifesta evidentemente una non sopportazione per le donne di una certa rilevanza pubblica, il che però non pare danneggi la sua corsa. Nota a tutti è la battuta fatta ad una giornalista di Fox News, Megyn Kelly, che lo stavo intervistando in modo per lui ‘aggressivo’: disse in poche parole che era mestruata; scuse già arrivate? Macché! Appena poche ore fa Trump è tornato ad attaccarla su Twitter, definendola un’oca.

E che dire della ‘sparata’ contro gli undici milioni di clandestini, residenti illegalmente negli USA: Trump ha detto che se dovesse diventare Presidente li scaccerebbe tutti via, annullando ogni precedente riforma di Obama nel campo dell’immigrazione. Ha anche detto che sarebbe pronto a costruire un muro anti-immigrati, dotato di uomini armati a sua difesa, lungo tutto il confine con il Messico. Il tema dell’immigrazione, dunque, sembrerebbe il suo cavallo di battaglia più importante, arrivando ad impostare la sua campagna elettorale su un concetto forte, alquanto estraneo alla politica statunitense: Prima gli Americani, tant’è che recentemente ha deciso di attaccare anche il colosso di Facebook, accusandolo di assumere laureati immigrati sottopagati per evitare di prendere dei giovani americani che costerebbero molto di più. L’ultimo colpo di teatro di Trump è avvenuto proprio l’altro ieri, quando ha cacciato via dalla sua conferenza stampa un giornalista ispanico, giudicato troppo ‘ostile’ alle sue posizioni politiche.

Il temutissimo Donald, più che far paura ai ‘Democratici’, sta letteralmente terrorizzando i ‘Repubblicani’: Trump infatti, pur essendo in vantaggio in tutti i sondaggi delle primarie repubblicane, ha già fatto sapere che se il ‘suo’ partito dovesse preferire un altro, lui si candiderebbe comunque come indipendente. Ma non è tanto questo il timore dei ‘neocon’: Trump sembrerebbe infatti un personaggio ingestibile, lontano dalle classiche lobby che hanno sempre sostenuto il partito repubblicano; non a caso questo estroverso personaggio ha già attaccato il suo rivale interno, Jeb Bush, accusandolo di non avere abbastanza soldi per essere realmente ‘libero’ come lui dalle Lobby. In pratica Trump ha dato più o meno platealmente del ‘pezzente burattino’ a Bush, a differenza sua invece che con un patrimonio in banca di almeno 10 miliardi di dollari, può permettersi il lusso di non farsi pagare la campagna elettorale da nessuno ed essere perciò autonomo nelle sue scelte politiche. Ha anche dichiarato che dei soldi da spendere non gliene frega nulla (e figurarsi, con quel patrimonio!) e che il suo unico interesse è quello di rendere grande l’America.


Sarà, ma meglio restare alla finestra ed aspettare le prossime mosse di Donald. Anche perché se può star simpatico per certe sue uscite, non pare però avere delle idee chiare in politica estera, in particolare sulla situazione in Medio Oriente, zona in cui gli Stati Uniti sono riusciti forse a fare più disastri di chiunque altro. Non si è ancora espresso sul rapporto che gli USA dovrebbero avere con la Russia e non pare particolarmente interessato nemmeno al tema del ‘Welfare State’ interno al suo paese. Insomma, tifare per Trump di sicuro no, ma ridere e divertirsi tantissimo mentre si prende gioco dell’odioso ‘politicamente corretto’ americano quello si. Per adesso, caro Donald, accontentati di questo: di ci sicuro ci stai strappando una risata.

Francesco Vozza

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Una risposta a Donald Trump, buffone o spina nel fianco per le lobby Usa?

  1. nota1488 28 agosto 2015 a 11:46

    Se certa gente che ha in mano tutto il potere mediatico in America dice che “Trump va fermato”, allora sono straconvinto che votare Trump, per gli Americani bianchi, sia l’unica cosa giusta da fare.

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