16.02.04.FL الوفد التضامني السوري الايطالي 28Roma, 29 Feb – ” Con Asma Assad è stato uno di quegli incontri che ti ricordi per tutta la vita”, a parlarmi è Ada Oppedisano presidente della Onlus Solidarité Identités e la sua voce è ancora piena d’emozione al ricordo di quella giornata. “Ho avuto subito la sensazione di trovarmi in compagnia di una persona fuori dal comune, straordinaria nella sua semplicità”.

Nella recente missione di Sol.Id. in Siria, la quarta dall’inizio della crisi, la delegazione europea guidata da Ada ha ottenuto, forse, quello che agli occhi dei volontari e dei molti sostenitori dell’associazione rappresenta il riconoscimento politico più importante per gli sforzi fatti fino ad oggi sulla strada della solidarietà internazionale. Nei giorni trascorsi a Damasco, in cui la Onlus ha incontrato ministri e personalità religiose e visitava uno dei maggiori centri d’accoglienza per gli sfollati, i volontari hanno ricevuto la notizia che “si era parlato di loro” ai massimi livelli della politica siriana e che Asma Al Assad, la “first lady” di Siria e moglie del presidente Assad aveva espresso la volontà di incontrare la delegazione.


“Asma al Assad da sempre, e ancor di più dall’inizio degli attacchi terroristici in Siria rappresenta il punto di riferimento per chiunque nel paese si occupi di solidarietà internazionale, ha da molti anni patrocinato i progetti delle squadre paraolimpiche siriane, il Fondo per lo sviluppo rurale integrato della Siria,che si occupa di sviluppo rurale sostenibile, l‘educazione femminile nel mondo arabo e del ruolo delle donne imprenditrici, della diffusione dei libri per bambini, dello sviluppo dell’informatica. E ora purtroppo dei moltissimi rifugiati che fuggono dalla minaccia islamista di Isis e di Al Nusra verso le zone sicure sotto la protezione dell’esercito siriano. E’ una donna fuori dal comune senza dubbio, ci ha ricevuti nella sede di una delle associazioni benefiche che aiuta e mi ha colpito la sua grande serenità e la forza d’animo che emanava riuscendo sempre a non tradire una perfetta eleganza ebimba cappello solid una gentilezza disarmate”. Non a caso la Signora Assad è chiamata la “Rosa di Damasco” dai suoi cittadini che vedono in lei il simbolo dell’unita sociale e dello sviluppo della società siriana, mussulmana sunnita d’origine, la prima donna di Siria, ha da subito adottato un approccio laico alla religione in linea con il grande sviluppo culturale promosso dal presidente Assad in questi anni. “Vestiva uno splendido abito che finiva con una gonna al ginocchio e ci ha raccontato che proprio questo suo approccio moderno alla religione gli era valso da parte dei predicatori islamisti che ora si agitano nelle file del terrorismo appellativi di estremo disprezzo e addirittura l’etichetta di miscredente”. Cosa che d’altronde è toccata anche al presidente colpevole, da parte sua, di appartenere a una minoranza religiosa dell’Islam che i radicali vorrebbero emarginare.

“Nella grande sala dove ci siamo incontrati, abbiamo bevuto il thè, e ci ha chiesto come trovavamo la Siria dopo tutti questi anni di guerra, ha ascoltato le nostre esperienze e ha chiesto a ognuno di noi cosa facessimo in Italia e di quale regione fossimo confessandoci che uno dei sogni del marito sarebbe quello di viaggiare in Italia a bordo di una delle nostre splendide auto sportive, di fermarsi nei paesi più piccoli e di conoscere a fondo la cultura del nostro popolo, ci ha detto che uno dei suoi maggiori dispiaceri di questa crisi fosse stato che proprio dopo un viaggio istituzionale in Italia l’Europa avesse adottato le misure sanzionatorie contro la Siria mettendo un muro diplomatico nel mezzo del Mediterraneo.

“Il tempo è volato e l’atmosfera è divenuta quasi conviviale, Asma Assad ci ha raccontato di come anche la famiglia presidenziale stia cercando di mostrare forza e serenità al popolo per arginare l’ondata di sconforto dovuta agli attacchi, ci ha detto che uno dei suoi dolori maggiori lo prova per suo figlio piccolo che ha solo sette anni e che ha dovuto conoscere la Siria solamente conoscendo la guerra, quando i miei figli vanno a scuola, ci ha detto, non lo fanno scortati da colonne di auto blindate ma lo fanno a piedi come hanno sempre fatto anche i fratelli maggiori, solo che ora lui deve attraversare i posti di blocco e il filo spinato agli incroci perché i terroristi usano le autobombe contro i civili”. E questa è la situazione nelle zone liberate della Siria, pensate ai bambini ostaggio dei terroristi, pensate a come si vive da bambini l’occupazione del Califfato Islamico”.

Asma al Assad ci ha parlato anche di molti progetti che lei personalmente coordina e ci ha invitato a partecipare con lei nella realizzazione di queste iniziative umanitarie importantissime sia in Siria che in Europa, ci ha detto che condividiamo la stessa civiltà e che lei ha ricevuto; a Roma, da parte dell’Università La Sapienza di Roma, la laurea honoris causa in archeologia per il sostegno ai programmi archeologici siriani e per la tutela del suo grandissimo patrimonio ora anch’esso distrutto e minacciato dai terroristi.

16.02.04.FL الوفد التضامني السوري الايطالي 37Come Presidente della Onlus Sol.Id. e come donna mi sono sentita orgogliosa di poter confrontarmi con una figura così speciale, una donna che fa onore “alla categoria” e che ingiustamente subisce le decisioni politiche miopi di molti stati Europa compresa, le abbiamo consegnato io e Giovanni Feola, responsabile del Fronte Europeo per la Siria, che era con me, una targa di stima della nostra organizzazione e ci siamo ripromessi di non mancare all’impegno di aiutare il popolo siriano ora che la crisi sembra essere a un punto cruciale.

La onlus Sol.Id. è forte di una squadra capace e appassionata, io stessa sono laureate in Storia e Cooperazione internazionale, i nostri volontari sono oramai esperti di logistica umanitaria e conducono cicli annuali di conferenze in tutta Europa. Lo facciamo per quei bambini di cui ci ha raccontato Asma e lo facciamo anche un po’ per noi, per l’Italia, perché un domani non si possa dire in Siria, che gli italiani hanno abbandonato i fratelli Siriani.

Siamo gli ambasciatori del nostro della nostra Nazione, ce lo ha detto Asma Assad.

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

2 Commenti

  1. Dove sono i giornalisti occidentali da quelle parti ?
    La moglie di Assad sembra una principessa , elegante e con un viso buono

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