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chris_rock_1-largeRoma, 29 feb – Sarà pure lucidità pagata a peso d’oro, ma fa comunque piacere vedere che c’è chi rompe la retorica politicamente corretta che ha accompagnato questa edizione degli Oscar, rea di non andare incontro alle aspettative razziali dei buonisti a causa delle troppe nomination bianche. La conduzione della premiazione era infatti affidata a Chris Rock, noto attore comico nero, che non ha esitato a prendere in giro gli attori neri che hanno boicottato la serata, capitanati dall’antirazzista in servizio permanente effettivo Spike Lee: “Potremmo chiamare quest’edizione White People Choice Awards, ‘la scelta dei bianchi’, ma che senso ha boicottare? Se anch’io avessi deciso di boicottare vi sareste ritrovati Neil Patrick Harris per la seconda volta. Tutti mi dicevano ‘non andare, non devi andare’, ma non ci sono già abbastanza disoccupati per sentirsi dire ‘non andare a lavorare’?”.



Poi si è fatto più serio: “Siamo qui per l’ottantottesima volta, significa che non ci sono state nomination per i neri almeno altre settantuno volte. È successo negli anni Cinquanta, negli anni Sessanta… Sono sicuro che anche in quegli anni non c’erano nomination per i neri ma non protestavamo, e sapete perché? Perché all’epoca avevamo delle ragioni vere per scendere in piazza, questioni più importanti: venivamo linciati, picchiati, violentati e non ce ne fregava niente di sapere se il premio per la migliore fotografia sarebbe andato a un nero. Non ci interessava, quando c’erano persone che penzolavano appese a un albero”.

Sul razzismo nel cinema, Rock ha detto: “Tutti continuano a chiedersi se Hollywood è razzista, ma bisogna capire di che cosa parliamo quando parliamo di razzismo. Qui c’è un razzismo diverso, si manifesta quando ti dicono ‘sì, ci piaci… ma non sei abbastanza per noi’. Ma le cose stanno cambiando. Abbiamo un Rocky ‘black’, è Creed, io lo chiamo ‘il Rocky di colore’, è incredibile perché Rocky si svolge in un mondo in cui gli atleti bianchi sono bravi come i neri: è fantascienza! E comunque ci sono un sacco di attori che sono stati snobbati, penso al mio preferito, Paul Giamatti, o Jamie Foxx, uno dei migliori al mondo, in Ray è stato così bravo che ha tolto premi al vero Ray Charles, dissero che era inutile premiare quello vero perché tanto ne bastava uno… Non possiamo giudicare tutto in base al razzismo o al sessismo. Oggi a una donna non si può più chiedere nemmeno che cosa indossi, sennò è sessismo. Bisogna andare oltre, parlare d’altro, non fermarsi all’aspetto esteriore, no?”.

Giuliano Lebelli

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