Roma, 12 feb – “E’ una vergogna quella foto di Traini col tricolore, il tricolore è nato con la lotta antifascista”. Così se ne è uscita Alessia Morani, deputata del Pd e laureata in Giurisprudenza, domenica sera a Non è l’Arena, programma condotto da Massimo Giletti su La7. Sarebbe inutile specificare che il tricolore fu assunto per la prima volta come vessillo di uno Stato italiano sovrano, la Repubblica Cispadana, il 7 gennaio 1797 e che divenne il simbolo più importante del Risorgimento, che culminò il 17 marzo 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia, di cui il tricolore assurse a vessillo nazionale.

Sarebbe inutile specificarlo dicevamo, eppure appare doveroso quando un deputato italiano di fronte ai telespettatori se ne esce con una baggianata simile, tanto più che nessuno in studio le ha fatto notare il grave errore, se così blandamente si può definire una castroneria simile.

Andrebbe poi fatto notare alla Morani, e lo facciamo noi con piacere, che la sinistra italiana non è mai stata così attaccata al tricolore, anzi, ci ha sputato sopra per molti anni e ancor oggi quando scende in piazza non ci pare proprio che sia orgogliosa di sventolarlo. Accade, purtroppo, spesso il contrario. Un simbolo sacro della nostra nazione sovente vilipeso proprio da quella sinistra che oggi ci vorrebbe dare addirittura lezioni a riguardo. Finendo, che strano, per rivelarsi ignorante e tracotante.

Eugenio Palazzini

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10 Commenti

  1. Laureata??? Dove??? Quando??? Il tricolore è dei patrioti e non delle comuniste che inneggiano ai partigiani assassini e violentatori di ragazzine ……… Altro non dico,attendo il momento in cui ci conteremo……patrioti contro ipocriti.

  2. la pretesa “lotta anifascista” usava uno straccio rosso per “bandiera”,come del resto già ricordava quel tostissimo inno nella versione Parà da caserma:

    “lo sai che il Paraca ne ha fatto una grossa…
    si è pulito il culo con la bandiera rossa,
    bombe a mano e carezze col pugnal”

  3. Non sono idioti o invasati.
    Essi si muovono seguendo un preciso piano che vuole un appiattimento della popolazione.
    Questi perversi progressisti ambiscono da avere l’egemonia culturale della nazione,in modo tale che chiunque possa sollevarsi o ribellarsi,venga tacciato di fascismo e lapalissianamente criminalizzato.

    Molti non vogliono svegliarsi e danno la caccia a questi fantomatici fascisti che vedono solo loro nelle loro allucinazioni.
    Così come dall’altra parte un certo imprenditore milanese,oggi ottuagenario ha costruito la sua carriera politica soffiando il vento sullo spauracchio sovietico.
    Le ideologie dividono e loro vogliono il DIVIDI ET IMPERA.

  4. Non c’è da meravigliarsi il tricolore è stato sempre negato dai comunisti che lo bruciavano in piazza fino a quando un segretario di partito ha deciso che doveva essere esposto a tutte le finestre.

    Da qui l’ignoranza di chi è vissuto sotto la censura è una normale conseguenza.

    Personalmente il tricolore mi ricorda i troppi morti per mano scellerata massonica che lo insanguina.

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