
In Francia, i magrebini delle banlieue, cittadini regolari con tutti i diritti, definiscono tranquillamente come “francesi” i loro compatrioti bianchi, a segnalare che loro non lo sono. Non solo: quando avviene la crisi di rigetto e i “nuovi europei” cessano di sentirsi tali, il fatto di non avere una patria in cui tornare, perché magari con quella dei genitori hanno tagliato tutti i ponti linguistici e culturali, li spinge verso l’islamismo. Se non sei francese, ma non riesci a sentirti un vero tunisino, aderisci all’Isis e troverai quello che cerchi. L’islamismo è una forma di finto “ritorno all’arcaico” che di arcaico non ha nulla, è la scoperta di una falsa origine, ma che permette a tanti sradicati delle metropoli di sentirsi di nuovo radicati in qualcosa. L’islam radicale assume qui le sembianze di un ripiego identitario: poiché rifiuto l’Occidente in cui sono nato e cresciuto, diventerò la cosa più lontana da un cittadino occidentale, qualcosa che richiama la lingua e la cultura dei miei avi, qualcosa grazie a cui possa vendicare la mia gente. Si tratta, come detto, di mera apparenza: l’Isis, come struttura, modus operandi e cultura, è modernissimo. Tutto il fondamentalismo islamico ha a che fare con letture tutte moderne dell’islam. Ma che si finisca in una trappola del genere è ovvio: è la cosa più simile al darsi un’origine che le plebi sradicate possano fare.
Con questo non si vuole ovviamente giustificare chi aderisce al Califfato, ma sottolineare che il fallimento dell’integrazione – fallimento inevitabile, sia chiaro – genera mostri. Non è una supposizione apocalittica: i mostri di cui parliamo sono già qui, sono tra noi, insanguinano le strade ogni settimana. Accoltellano, sparano, sgozzano, si fanno esplodere. Tutto questo deriva anche da quella norma di “solidarietà e giustizia” che stanno per imporre agli italiani. Sono mostri che generano mostri: altro che buoni.
Adriano Scianca
2 comments
“È come se un qualche Stato europeo del blocco occidentale avesse deciso di aderire al Patto di Varsavia nell’ottobre del 1989”
mai paragone fu più pertinente,complimenti !
aggiungerei…ma questi signori non sarebbero quelli tutti “no borders” contro i confini nazionali,Vessilli inclusi ?
come mai allora li vogliono rimarcare su un pezzo di carta una foto ed un timbro ?
se sei “ahh cittadino del mondo ahhh” perchè di colpo vuoi rivendicare una Cittadinanza nazionale specifica ?
Solo morti altro che ius soli.