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Legge Ius SoliRoma, 7 giu – Introdurre lo ius soli oggi, in Italia, in questa fase storica, come intenderebbe fare il Parlamento italiano il 15 giugno, è una vera follia storica. È come se un qualche Stato europeo del blocco occidentale avesse deciso di aderire al Patto di Varsavia nell’ottobre del 1989: in entrambi i casi, si tratta di abbracciare entusiasticamente un modello nel momento stesso in cui sta fallendo sotto agli occhi di tutti. Le cronache che ci giungono da Londra, Parigi, Berlino ogni santo giorno testimoniano con chiarezza che lo ius soli non è veicolo di integrazione, non crea “nuovi europei” se non sulla carta. Non sono solo gli identitari, i “razzisti”, gli “xenofobi” a ritenere che non si appartiene a una determinata nazione solo perché lo dice un documento. Sono gli stessi immigrati, che rifiutano questa appartenenza.



In Francia, i magrebini delle banlieue, cittadini regolari con tutti i diritti, definiscono tranquillamente come “francesi” i loro compatrioti bianchi, a segnalare che loro non lo sono. Non solo: quando avviene la crisi di rigetto e i “nuovi europei” cessano di sentirsi tali, il fatto di non avere una patria in cui tornare, perché magari con quella dei genitori hanno tagliato tutti i ponti linguistici e culturali, li spinge verso l’islamismo. Se non sei francese, ma non riesci a sentirti un vero tunisino, aderisci all’Isis e troverai quello che cerchi. L’islamismo è una forma di finto “ritorno all’arcaico” che di arcaico non ha nulla, è la scoperta di una falsa origine, ma che permette a tanti sradicati delle metropoli di sentirsi di nuovo radicati in qualcosa. L’islam radicale assume qui le sembianze di un ripiego identitario: poiché rifiuto l’Occidente in cui sono nato e cresciuto, diventerò la cosa più lontana da un cittadino occidentale, qualcosa che richiama la lingua e la cultura dei miei avi, qualcosa grazie a cui possa vendicare la mia gente. Si tratta, come detto, di mera apparenza: l’Isis, come struttura, modus operandi e cultura, è modernissimo. Tutto il fondamentalismo islamico ha a che fare con letture tutte moderne dell’islam. Ma che si finisca in una trappola del genere è ovvio: è la cosa più simile al darsi un’origine che le plebi sradicate possano fare.

Con questo non si vuole ovviamente giustificare chi aderisce al Califfato, ma sottolineare che il fallimento dell’integrazione – fallimento inevitabile, sia chiaro – genera mostri. Non è una supposizione apocalittica: i mostri di cui parliamo sono già qui, sono tra noi, insanguinano le strade ogni settimana. Accoltellano, sparano, sgozzano, si fanno esplodere. Tutto questo deriva anche da quella norma di “solidarietà e giustizia” che stanno per imporre agli italiani. Sono mostri che generano mostri: altro che buoni.

Adriano Scianca

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2 Commenti

  1. “È come se un qualche Stato europeo del blocco occidentale avesse deciso di aderire al Patto di Varsavia nell’ottobre del 1989”

    mai paragone fu più pertinente,complimenti !

    aggiungerei…ma questi signori non sarebbero quelli tutti “no borders” contro i confini nazionali,Vessilli inclusi ?

    come mai allora li vogliono rimarcare su un pezzo di carta una foto ed un timbro ?

    se sei “ahh cittadino del mondo ahhh” perchè di colpo vuoi rivendicare una Cittadinanza nazionale specifica ?

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