Roma, 28 nov – Abbiamo analizzato il rapporto 2025 sull’omolesbobitransfobia in Italia redatto dall’Arcigay, il quale raccoglie “110 episodi di crimini d’odio avvenuti in Italia tra maggio 2024 e maggio 2025”. La stragrande maggioranza di questi episodi riguarda insulti omofobi, cadute di stile istituzionali, come il termine “frociaggine” scappato di bocca a Papa Francesco durante un incontro con la Cei, vandalismi, scivoloni mediatici e problematiche familiari.
Un dato tenuto nascosto
Tra queste, la 21enne tunisina Sarra Shili che è stata ripudiata dalla famiglia musulmana perché lesbica, un ragazzo di Napoli che è stato cacciato di casa dai genitori perché gay, un ragazzino di 15 anni che è stato picchiato dal padre perché non accettava la sua omosessualità, una ragazza di Ercolano che è stata maltrattata dai genitori perché lesbica, un padre anziano che aveva assoldato un uomo per pestare il figlio gay, un padre del Togo che aveva rispedito il figlio nel Paese d’origine, sequestrandogli il passaporto, dopo il coming out. Per quanto riguarda le reali e confermate violenze ai danni della comunità Lgbt, 10 su 23 sono state commesse da stranieri. Ben il 43 per cento. Un dato tenuto pressoché nascosto. Ma che dovrebbe far drizzare le orecchie ai vari movimenti arcobaleno. I quali probabilmente dovrebbero aderire al Comitato Remigrazione e Riconquista.

Dieci violenze omofobe su ventitre sono state commesse da stranieri
“Guarda questo frocio, allontanati da noi”. Alla stazione Stella Polare di Ostia, nel luglio del 2024, un 20enne iraniano è stato accerchiato e pestato da una decina di nordafricani. “È stato orribile e ho provato tanta paura. Siamo a Roma e ancora accadono cose del genere. Con gente che arriva a una cieca violenza solo per il modo di essere e il modo di vestire”, aveva commentato il giovane aggredito. Il 4 settembre del 2024, a Cremona, un minorenne straniero ha prima insultato per il suo orientamento sessuale e poi colpito al volto con una lattina un uomo gay di 42 anni. A scatenare l’aggressione, è stata la borsa arcobaleno indossata dalla vittima.
Le app d’incontri
Nei primi giorni del novembre del 2024, a Rimini, due uomini gay sono stati adescati su un app di incontri. Poi sono stati pestati e, infine, rapinati di ogni loro bene. Le indagini hanno portato all’identificazioni del branco. Quindi, si è provveduto all’arresto di un marocchino di 24 anni, un 21enne riminese e un 21enne senegalese. Il 23 novembre del 2024, un 20enne magrebino ha accoltellato un ragazzo di 22 anni nell’area esterna del Mc Donald’s di Pian di Massiano. La violenza sarebbe scattata dopo una serie di insulti omofobi indirizzati a un ragazzo gay, noto personaggio drag queen. La vittima è stata accoltellata nel tentativo di difendere l’amico omosessuale. Dopo l’arresto, il magrebino si è difeso, affermando: “Nessuna omofobia, ho amici gay”.

Il 10 dicembre del 2024, a Padova, dieci membri di un branco multietnico, di questi sei minorenni, sono stati perquisiti perché accusati a vario titolo di estorsione, porto illegale di armi, lesioni personali, sequestro di persona, minacce, violenza privata, indebito utilizzo di carte di pagamento e danneggiamento di autovetture. Le vittime prescelte erano omosessuali che si appartavano in una zona industriale della città. A capo della gang, erano due 23enni marocchini, Tahar El Meliani e di Mohammed Fathali, i quali hanno poi patteggiato una pena a 5 anni di reclusione.
Le violenze del 2025
“Siamo stati avvicinati da un gruppo di quattro ragazzi stranieri che ci hanno chiesto se volevamo del fumo. Abbiamo risposto di no e proseguito, ma poco dopo ho sentito che qualcuno ci seguiva. Quando mi sono girato, sono stato colpito in faccia da un pugno”. Questa è la testimonianza del 18enne Andrea Bianchi. Influencer e content creator di Onlyfans, è stato pestato con il suo compagno Giulio Leone la notte del Capodanno 2025, all’uscita da un locale Lgbt di Torino. Da un branco di stranieri.

“Una grave violenza esercitata senza motivo e con finalità discriminatorie”, nel marzo del 2025, è stato condannato a 10 mesi di reclusione un 29enne nordafricano che aggredì il 32enne Dimitri Gadaldi perché omosessuale. “Venerdì notte, io e Dani siamo stati attaccati da un branco di sconosciuti in centro a Torino senza nessuna motivazione. Se non quella che hanno le cosiddette baby gang. Ovvero cercare di riempire una vita vuota e misera”. Questo è il racconto pubblicato sui social di un ragazzo gay che, con il suo compagno, è stato pestato da una baby gang a Torino, nell’aprile scorso.

Pestaggi e rapine
Il giorno di Pasqua del 2025, nel pieno centro di Roma, una coppia di ragazzi gay è stata pestata e rapinata da un branco di tre giovani nordafricani. “Vergognatevi! Dovete vergognarvi a fare queste cose”, hanno urlato alla coppia che, sebbene non abbia reagito alle provocazioni, è stata aggredita con calci, pugni e spray al peperoncino. A Teramo, dopo due anni di indagini, si è chiusa la vicenda giudiziaria che vedeva come imputati tre giovani nigeriani, accusati di aver adescato, minacciato e derubato almeno 5 uomini gay su una piattaforma social Lgbt. Secondo le indagini, le vittime venivano attirate con falsi profili per incontri omosessuali e poi costrette, sotto minaccia, a consegnare denaro o a prelevarlo al bancomat. Il 4 novembre scorso, i tre nigeriani sono stati condannati rispettivamente a un anno e nove mesi di reclusione, a tre anni e due mesi, e a tre anni e cinque mesi.
Altre aggressioni recenti non presenti nel rapporto dell’Arcigay
Diverse violenze ai danni di omosessuali commesse da stranieri sono avvenute recentemente. Ne riportiamo qualcuna. Non è stata catalogata dall’Arcigay la violenza sessuale ai danni di una escort trans di 45 anni perpetrata da un 26enne tunisino nel maggio del 2024 presso la Montagnola di Bologna. Un anno dopo, il nordafricano è stato condannato in secondo grado a 4 anni e 6 mesi di reclusione.
Il 3 luglio scorso, a Bergamo, il 29enne marocchino Idriss Idrissi è stato condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere per rapina e per quattro estorsioni a uomini tra i 36 e i 40 anni. Tutti agganciati sull’app di incontri per gay Grindr nel 2024. Proponeva loro di vedersi e poi, durante il rapporto sessuale, passava di colpo alle minacce. “Dammi i soldi o mi presento sul tuo posto di lavoro”, “ti accoltello”, “uso lo spray al peperoncino”, diceva alle vittime. Tra queste, Dominguel Radesca, titolare di un locale e paladino delle lotte Lgbt. Venne minacciato con un coltello dal marocchino e dovette prelevare 200 euro da un vicino sportello di bancomat.
Il 27 luglio scorso, al porto di Rimini, un trans è stato accerchiato, picchiato e rapinato da un branco di giovani. La polizia è poi riuscita a rintracciare un 18enne egiziano, il quale ha reagito all’arresto colpendo gli agenti.
Dal Trentino alla Campania
All’inizio di agosto, a Trento, due 30enni gay sono stati minacciati e insultati da un branco di giovani nordafricani. “Il Corano dice che i gay devono bruciare”, gli hanno anche urlato. Nell’agosto scorso, a Bonassola, il 43enne Giuseppe Luciano Aieta, imprenditore lombardo, è stato scaraventato a terra. Ha riportato ferite alla testa e alle spalle all’interno del vigneto di proprietà del marito Davide Zoppi. Da quanto emerso, l’aggressore aveva il volto coperto da un passamontagna, un accento straniero e in mano aveva un coltello di piccole dimensioni. Sempre nell’agosto scorso, a Rimini, un ragazzino minorenne è stato abusato sessualmente mentre faceva il bagno in mare da un 34enne filippino. L’asiatico poi è stato affrontato dal padre della vittima.
Il 20 settembre scorso, a Capaccio Paestum, un ragazzo disabile di 23 anni è stato avvicinato in spiaggia e violentato nella vicina pineta da un uomo marocchino che si è approfittato della sua fragilità.
I fatti emiliani e lombardi
Il 19 ottobre scorso, davanti alla stazione di Parma, il tunisino Anis Smati, studente dell’Accademia delle Belle arti di Bologna, è stato preso a pugni da un africano. Questl’ultimo prima gli aveva urlato “vai via frocio di merda”. È bastato un “vestito un po’ più estroso” per far scattare la violenza dell’extracomunitario. “Mai avrei creduto di essere aggredito, picchiato per come sono, per quello che indosso”, ha commentato il giovane.

Il 26 ottobre, a Sesto San Giovanni, dopo una festa in famiglia, una coppia di ragazze lesbiche è stata seguita, picchiata e rapinata da tre stranieri. Una di loro è stata anche accoltellata. “Sesto San Giovanni in alcune zone non si può più uscire tranquillamente. C’è chi ha paura anche a portare giù il cane”, ha raccontato una delle vittime. Nella notte del 20 novembre scorso, in piazza Duomo a Milano, una coppia di italiani, un 23enne e un coetaneo trans, è stata insultata e rapinata da tre egiziani di 21, 22 23 anni. Di questi uno clandestino e pregiudicato.
Le violenza commesse dagli omossessuali
Nell’ultimo anno, non sono mancate nemmeno le violenze e le aggressioni commesse da omosessuali. Nella notte tra il 9 e il 10 dicembre, a Milano, un ragazzino di 16 anni affetto da disturbi cognitivi è stato picchiato e violentato da un uomo di 44 anni e da un 14enne. Gli abusi sono avvenuti in una cantina e in un appartamento del quartiere Quarto Oggiaro. A salvare la vittima, due agenti di pattuglia che hanno notato il 16enne mentre vagava per strada in stato di choc. Era seminudo e con degli evidenti segni di violenza sul corpo.
Lo scorso giugno, un uomo di 31 anni è stato rinviato a giudizio per aver stuprato un ragazzo di 17 anni, suo collega in un locale del lago di Garda. “Ti violento come un bambino di sei anni”, avrebbe detto l’uomo prima di abusare del giovane. All’inizio di giugno, a Fabriano, un ragazzo trans di 17 anni è stato drogato e violentato per tre volte nella stessa notte da un ristoratore di 45 anni a cui aveva chiesto aiuto, dopo una serata trascorsa in discoteca. “Avevo smarrito il cellulare, volevo chiamare mio padre perché mi venisse a prendere, ma lui ha abusato di me”, ha riferito il giovane ai carabinieri.
Gli ultimi mesi
Il 7 agosto scorso, a Vicenza, gli agenti della sezione volanti hanno arrestato un peruviano di 55 anni. Aveva violato il divieto di avvicinamento al suo ex marito, un italiano di 63 anni. La misura cautelare nei confronti del cittadino sudamericano era stata disposta dal giudice per lesioni personali e minacce gravi. La notte tra il 14 e il 15 agosto, dopo una serata al Pride Village di Padova, un ragazzo è stato drogato e violentato da due uomini. L’ultimo ricordo confuso del giovane è stato di aver bevuto un drink che i due sconosciuti gli avevano portato al tavolo. E poi di essere uscito dal locale barcollante fino a risvegliarsi in un’area verde vicino allo scalo ferroviario pieno di dolori alle parti intime.

Nel settembre scorso, è stata confermata in Appello a Milano la condanna per l’uomo accusato di stalking e di aggressione nei confronti di Michele Albiani, consigliere comunale del Pd. L’uomo era stato condannato in primo grado a un anno e quattro mesi, con rito abbreviato, oltre a un risarcimento di 6mila euro.

Nei vicoli di Genova, il 26 ottobre scorso, durante un incontro chiarificatore, una ragazza ha accoltellato la fidanzata incinta. Dopo l’accoltellamento è scoppiata una rissa in cui sono rimaste coinvolte anche le amiche delle due fidanzate, che durante l’incontro erano rimaste poco distanti.
Francesca Totolo