Roma, 21 mar – Italiaonline congela gli esuberi per tre settimane lasciando così spazio per le trattative. Questo è stato l’esito dell’incontro convocato dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda con azienda, sindacati ed enti locali a seguito del piano industriale che la società ex Seat Pagine Gialle ha varato. Il piano prevede: “400 esuberi, 241 trasferimenti coatti verso Milano, la chiusura della sede di Torino e la cessazione delle attività sul territorio nazionale”.
La notizia è sicuramente positiva, anche se in queste fasi difficilmente un’azienda si comporta in maniera differente. In questa vertenza c’è però un’anomalia che purtroppo si riscontra sempre in maniera più frequente. Vediamo di che si tratta.  Italiaonline è una realtà imprenditoriale che, come la Embraco, nonostante gli utili in crescita vuole tagliare il costo del personale. Come ci ricorda Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl: “È difficile comprendere come mai un’azienda in attivo, che ha chiuso il bilancio 2017 in positivo, annunci per il nuovo piano industriale 2018-2020 la previsione di 400 esuberi. È necessario, quindi, che sia riesaminato il piano industriale, dal punto di vista organizzativo per trovare una soluzione concreta a questa crisi immaginaria, che metterà su strada centinaia di famiglie”. Per capire quanto sta accadendo è utile fare un piccolo passo indietro.
Italiaonline, è la web company controllata dal magnate egiziano Naguib Sawiris, nata dalla fusione con la vecchia Seat Pagine Gialle e le attività sul web (da Libero a Virgilio e non solo). Si tratta di una società attiva in tutta la filiera delle soluzioni di marketing digitale e comunicazione online, nata con l’obiettivo di digitalizzare la piccola e media impresa italiana. Una realtà di tutto rispetto che meriterebbe una grande attenzione da parte delle istituzioni. Qualcuno potrebbe pensare che il board sia costretto a fare questi tagli a causa di problemi di bilancio. Le cose, però, non stanno affatto così. Lo scorso aprile del 2017 è stato deliberato dall’ex Seat pagine gialle un maxi dividendo straordinario da 79,4 milioni di euro grazie al voto favorevole dei soci Sawiris, ex proprietario della compagnia telefonica Wind (58,8% di Italiaonline) e dei fondi Gl Europe (13,9%) e Goldentree (16, 2 per cento). Con questa mossa, il magnate egiziano e i fondi sono di fatto rientrati degli oltre 60 milioni investiti con l’offerta pubblica di acquisto (Opa) lanciata sulla società della Pagine gialle alla fine del 2015. Nulla di male, certo, è giusto che chi produce utili distribuisce dividendi. Ora, però, si chiede agli stessi lavoratori di fare ulteriori rinunce per massimizzare ancora i guadagni degli azionisti. Questo è inaccettabile in quanto come spiega Gianluca Carrega, di Slc Cgil nazionale: “Al momento, tra l’altro, è già in vigore il precedente accordo sindacale, in virtù del quale 230 lavoratori sono in cassa integrazione a zero ore, mentre 296 sono in rotazione per quattro giorni al mese”.
A proposito dell’accordo citato dal sindacalista della Cgil è bene ricordare che anche Il Sole 24 Ore non fu tenero con Sawiris. Il principale quotidiano economico italiano in un articolo firmato da Fabio Pavesi (pubblicato lo scorso anno) ricordava che: “La società ha una posizione finanziaria netta positiva per 111 milioni: zero debiti con cassa liquida per 120 milioni. Una salute di ferro a livello patrimoniale considerando che le attività generano anche flussi di cassa abbondanti ben 48 milioni di euro, 34 milioni in più sui 12 mesi precedenti”. Inoltre si sottolineava l’alta redditività (il margine operativo lordo è a quota 55 milioni, in crescita sostenuta sul 2015, e che vale quasi il 19% del fatturato) e i 35 milioni di utili realizzati fino a settembre 2016. Già quindi quell’accordo – che mandava in cassa integrazione a zero ore 300 lavoratori (di fatto un dipendente su sei) e imponeva la cassa integrazione a 4 giorni al mese ad altri 420 dipendenti- concesso dal governo era considerato un regalo per l’azienda. Dopo un anno il Faraone egiziano torna a batter cassa minacciando quattrocento esuberi. Francamente a questo punto la situazione diventa inaccettabile. La vicenda di Italiaonline ci insegna che quando i politici auspicano l’arrivo di investitori esteri forse dovrebbero anche valutare a chi affidiamo il destino delle nostre aziende.
Salvatore Recupero



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2 Commenti

  1. Ma qualcuno ancora crede che i capitali stranieri pensino al bene del paese o che servano il paese?? Nazionalizziamo subito la banca d’italia, svenduta a stranieri nel 1992 e le ex banche pubbliche e torniamo un grande paese!!

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