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Cagliari, 8 gen – «Un nucleo armato, dopo un’accurata opera di controinformazione e controllo alla fogna di via Acca Larentia, ha colpito i topi neri nell’esatto momento in cui questi stavano uscendo per compiere l’ennesima azione squadristica. Non si illudano i camerati, la lista è ancora lunga. Da troppo tempo lo squadrismo insanguina le strade d’Italia coperto dalla magistratura e dai partiti dell’accordo a sei. Questa connivenza garantisce i fascisti dalle carceri borghesi, ma non dalla giustizia proletaria, che non darà mai tregua. Abbiamo colpito duro e non certo a caso, le carogne nere sono picchiatori ben conosciuti e addestrati all’uso delle armi».
Questo il delirante comunicato, diramato dai “Nuclei armati di contropotere territoriale” dopo la strage di Acca Larentia a Roma del 7 gennaio 1978, che è stato fatto proprio dal Coordinamento Antifascista Cagliaritano e pubblicato sulla pagina del gruppo Facebook in data 8 gennaio 2018, significativamente il giorno successivo alla celebrazione del quarantesimo anniversario della strage. A parte il fatto che l’apologia del reato di strage – se l’estremismo antagonista di sinistra non godesse della consueta tolleranza da parte di tutti coloro che dovrebbero intervenire – dovrebbe essere perseguito, cos’è il Coordinamento Antifascista Cagliaritano?
A Cagliari il 12 dicembre 2014 un gruppo di circa 100 antagonisti anarchici, separatisti e della sinistra radicale, approfittando di una manifestazione sindacale, occupava un immobile sito in Cagliari, via Lamarmora 126. Si formava così “Sa Domu” (in sardo “la casa”), il centro sociale autogestito di Cagliari che da allora è diventato, con l’aperto sostegno della giunta comunale del sindaco Massimo Zedda, la base operativa del Coordinamento Antifascista Cagliaritano, un gruppo estremistico affine a tanti altri presenti nelle città italiane, che prima di poter godere dell’appoggio della sinistra di governo non era mai riuscito ad affermare una presenza significativa in città.
A partire dal dicembre 2014, Sa Domu è così diventata un centro di estremismo politico da cui sono partite attività illecite anche violente miranti a intimidire intere categorie quali i militari di stanza in Sardegna (uno dei principali settori di intervento del gruppuscolo è la protesta antimilitarista), oppositori politici o a impedire loro l’esercizio delle libertà costituzionali di riunione e di associazione, cercando di impedire riunioni, conferenze, presentazioni di libri e in ultimo l’inaugurazione della sede cagliaritana di CasaPound Italia (con minacce di morte a Davide Di Stefano e il responsabile locale di Cpi) o il comizio di Matteo Salvini nello scorso autunno.
Si rammentino in particolare le gravissime minacce al professore di ingegneria Giacomo Cao, presidente del Distretto Aerospaziale Sardo e la condanna a 200.000 Euro di ammenda per violenza privata con l’aggravante del concorso per aver interrotto un convegno all’Università degli Studi di Cagliari alla presenza del Rettore Maria Del Zompo, oltre alle varie inchieste in corso – in particolare per le proteste violente contro le basi militari in Sardegna – in ordine alle quali però occorre eufemisticamente rilevare la poca convinzione con cui le autorità preposte stanno procedendo.
L’odierno comunicato del Coordinamento Antifascista Cagliaritano dovrebbe costituire un grave campanello d’allarme, nella misura in cui esso sembra auspicare un innalzamento di livello nello scontro politico e nella prassi di antifascismo militante continuamente rivendicata dal gruppo estremista del capoluogo sardo.
Ne sono coscienti i politici della sinistra istituzionale, a cominciare dal sindaco di Cagliari Massimo Zedda, che hanno permesso e incentivato la presenza di Sa Domu e degli esponenti del Coordinamento Antifascista Cagliaritano in un immobile comunale? Quando dalle parole e dalle minacce sconsiderate si passerà tragicamente a fatti di ben altra rilevanza, i politici locali e le autorità preposte alla giustizia e alla sicurezza non avranno qualcosa da rimproverarsi per aver permesso che nella (una volta) tranquilla città di Cagliari potesse svilupparsi questo bubbone?
Carlo Altoviti

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4 Commenti

  1. Centri sociali e connivenza piddina, ovvero il letame che si rovescia sull’escremento. Bastardi, vigliacchi e assassini.

  2. E organizzare un’altra commemorazione per la strage Acca Larentia a Cagliari con visita al centro zeccale no???

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