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Reggio Emilia, 27 gen – Alla fine Peppone ha votato proprio Lega, almeno nel comune di Brescello, come aveva vaticinato il leader del Carroccio lo scorso 15 gennaio. Ve lo ricordate?  “Scommetto che Peppone oggi voterebbe Lega!“, aveva twittato allegramente Salvini in piena campagna elettorale, mandando “un saluto da Brescello, perla della Bassa”, in provincia di Reggio Emilia. “Non avete idea di quanti vecchi comunisti mi abbiano detto in questi giorni: quelli del Pd preferiscono i banchieri agli operai, stavolta voto per voi!“.

Bersani impazzito

Dichiarazioni che avevano fatto letteralmente esplodere il cervello di Pierluigi Bersani, che ospitato a diMartedì su La7, aveva duramente criticato sia il tweet sia la foto che ritraeva il leader del destra-centro abbracciato alla statua di Giuseppe Bottazzi detto Peppone, il celeberrimo nemico-amico di Don Camillo nella saga di Giovannino Guareschi. “La sua fortuna è che quella è una statua. Se fosse stato Peppone sul serio non so come veniva a casa. A Salvini non lo voterebbe neanche Don Camillo, e neanche Gino Cervi che era un liberale. Cattolici, liberali e la sinistra storica sono cose serie“, aveva commentato Bersani.

La “fassinata” dell’ex segretario dem

L’esito degli scrutini a Brescello, però, ha ammantato le affermazioni dell’ex segretario del Pd di un’aura di fassinismo. Si è portato sfiga da solo, in poche parole. La Lega in Emilia-Romagna ha sì perso contro il Pd, certo, ma gli abitanti del paesino in provincia di Reggio Emilia hanno votato in massa per il Carroccio. La Borgonzoni ha raccolto infatti 1.515 voti, il 57,67%, contro i 993 di Bonaccini (37,8%).

Qui, ovviamente, si gioca e si scherza. Perché se è vero che i brescellesi hanno accordato le loro preferenze al Carroccio, non siamo proprio convinti del fatto che il compagno Bottazzi avrebbe votato convintamente Lega; di certo, però sarebbe inorridito di fronte alle giravolte in favore di capitalismo e privatizzazioni dei suoi “cugini”, i dem. Con buona pace di Bersani.

Cristina Gauri

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