Roma, 11 lug – Le navi delle Ong ancora una volta nel mirino della procura di Trapani. Un anno fa venne sequestrata la nave Iuventa della Ong tedesca Jugend Rettet, e ora emerge che sono in corso delle indagini a carico dei membri dell’equipaggio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono in 20 tra i membri dell’equipaggio, più il comandante, a essere stati raggiunti da un avviso di garanzia. Tra loro figurano anche alcuni italiani, tra cui Marco Amato che risulta essere il comandante della nave Vos Hestia di Save the Children, stesso armatore della nave Vos Thalassa, che in questi giorni tiene banco sulle cronache dal fronte della lotta all’immigrazione irregolare.

Secondo quanto viene riportato nell’ordine di sequestro della nave, avvenuto nell’agosto dello scorso anno, “membri dell’equipaggio della motonave Iuventa appartenente alla Ong Jugend Rettet in data 18.6.2017 si incontravano in acque internazionali con trafficanti libici a bordo delle rispettive imbarcazioni, quindi facevano momentaneo ritorno presso la motonave Iuventa (mentre i trafficanti libici si dirigevano vero le acque libiche), e, da ultimo, si incontravano nuovamente con i trafficanti libici che questa volta scortavano una imbarcazione con a bordo dei migranti che venivano poi trasbordati sulla motonave Juventa e, al termine dell’operazione prelevavano dall’imbarcazione utilizzata dai migranti il motore e facevano ritorno in acque libiche”.

Un’evidenza, che l’ong Jugend Rettet interpreta come un segnale di odio politico nei suoi confronti e nonostante la Cassazione abbia confermato lo scorso aprile le indagini contro i membri dell’equipaggio afferma che tutto è riconducibile “al contesto degli eventi delle ultime settimane”. “Si tratta di un ulteriore passo politico per criminalizzare il salvataggio marittimo e scoraggiare attivisti. Ad oggi, dopo quasi un anno, non vi è alcuna prova di un crimine da parte dell’associazione o di individui” si difendono i vertici dell’ong, e Sophie Tadeus, membro del Cda di Jugend Rettet, su Twitter condanna “con forza” la decisione della Procura di Trapani e chiede “l’immediata cessazione di questo processo politico”.

Anna Pedri

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