star warsRoma, 21 ott – Tanto tempo fa (era il 1977) in una galassia lontana lontana, tutto ebbe inizio. Dopo la fanfara della 20th Century Fox partì una musica che sarebbe diventata una delle più iconiche e famose della storia del cinema. Iniziava la saga di Star Wars, ideata da George Lucas e magistralmente musicata da John Williams, uno dei “punti di non ritorno” della storia dei film, una pietra miliare a cui bene o male qualunque regista futuro avesse voluto approcciarsi alla fantascienza ma anche al fantasy avrebbe guardato come archetipo e modello.

Star Wars non fu solo un successo al botteghino, non fu solo una grandiosa sceneggiatura diretta da Lucas e poi da Kershner e Marquand, non fu solamente il film che cambiò per sempre il volto della fantascienza e degli effetti speciali, dei combattimenti spaziali e degli inseguimenti tra astronavi. Divenne un’icona, un vero e proprio fenomeno di costume.

Darth Vader con la sua stupenda divisa nera, le note della marcia imperiale che accompagnano gli schieramenti dell’esercito di Darth Sidious, gli Jedi e la Forza, i duelli a colpi di spada laser, il Lato Oscuro, la Morte Nera, il Millennium Falcon, “Io sono tuo Padre!”.

Ogni elemento della saga è conosciuto anche solo superficialmente perfino da chi non ha mai visto nemmeno un minuto dei film. Star Wars ha trasudato talmente tanta iconicità che appena Lucas ci ha rimesso mano ne è stato travolto lui stesso. Nel 1999 diede infatti vita alla cosiddetta “trilogia prequel” che avrebbe raccontato le origini di Darth Vader, dell’Impero, di Obi Uan Kenobi e la caduta degli Jedi.

Ma il terrore dei fan che temevano di veder rovinare un prodotto così perfetto e cristallizzato si realizzò.

La critica fu impietosa, i nuovi film non riuscirono ad avere la Forza – scusate il gioco di parole – della precedente saga. L’uso devastante della computer grafica rovinò anche l’impatto visivo, regalando scene di battaglie tra alieni strampalati, droidi e troopers spaziali malamente digitalizzati che sembravano usciti da un cartone animato e che fecero rimpiangere i “pupazzoni” tramite cui magistralmente avevano preso vita Yoda, Chewbecca e gli Ewok.

Una tragedia che, nonostante gli ovvi incassi plurimilionari, rimarrà nella mente di tutti come un fallimento totale. Ma ora tutto ha di nuovo inizio.

La Disney, che nel frattempo ha acquisito i diritti dell’universo Star Wars, vuole lanciare una nuova trilogia. Stavolta ambientata dopo la battaglia di Endor, dopo la fine dell’Impero, dopo l’ultimo scontro tra Luke Skywalker e suo padre. Il tutto affidato al genio di J.J. Abrams, regista e “inventore cinematografico” odiatissimo e amatissimo – da Lost in poi non ammette mezze misure.

Paura di un nuovo effetto boomerang? Tra i fan è davvero tanta. Ma stavolta viene vissuta con tutto un altro spirito di attesa. Stavolta l’impressione che Star Wars torni a vibrare e a far sentire quel “tremito nella Forza” che purtroppo quindici anni fa non si è sentito è più forte del previsto.

Il trailer appena diffuso che annuncia l’uscita de “Il Risveglio della Forza” nelle sale per il 16 dicembre prossimo ha letteralmente mandato in visibilio tutti.

E non solo per la musica di Williams – che a dire il vero da sola basterebbe a far avvertire il “risveglio della Forza” – ma per l’epicità che riesce a trasmettere e che finalmente ricorda la saga orginale.

Cosa ci aspetterà in questa nuova trilogia? Prima di tutto rivedremo Harrison Ford nei panni guasconi, scanzonati e intrepidi, seppure invecchiati, del pirata spaziale Han Solo, sempre in compagni del fido Chewbe e soprattutto a bordo del Millennium Falcon. Rivedremo Carrie Fisher – la cui vita fu devastata da droga e alcool dopo la conclusione della vecchia saga – di nuovo nei panni della Principessa Leila.

E dovremmo rivedere Mark Hamill – da allora “imprigionato” nel ruolo che non riuscì mai a togliersi di dosso – come Luke Skywalker. Dovremmo, perché Luke non appare né nei poster né nel trailer, se non di sfuggita, di spalle e coperto da un cappuccio Jedi.

Oltre a loro nuovi personaggi come l’avventuriera Rey (Daisy Ridley), il trooper ribelle e disincantato Finn (John Boyega) e il pilota Poe Dameron (Oscar Isaac). E poi Kylo Ren (sotto la maschera si cela Adam Driver, ma sarà davvero lui a dargli anche il “volto”?), il misterioso nuovo cattivo della saga, un sith del Lato Oscuro affascinato da Darth Vader e disposto a tutto pur di “portare a termine ciò che lui ha iniziato”.

Dal trailer ovviamente abbiamo pochi indizi per capire qualcosa in più sulla trama. Di certo avremo un Primo Ordine che rinnova l’Impero – e solo per questo, per l’estetica delle parate militari e per le note della marcia imperiale, ovviamente, faremo il tifo per esso, come tutti d’altra parte – avremo uno scetticismo e uno sconforto generale che pervaderanno la Galassia – Han Solo e Rey fanno intuire che nessuno crede più nei Jedi e nella Forza – e soprattutto, finalmente, un sith degno erede di Darth Vader, oscuro, carismatico, terribile ed esteticamente magnetico, con una nuova spada laser a forma di spada medievale che alla sola vista fa sentire un “tremito nella Forza”.

E poi il mistero intorno a Luke. Dov’è? Perché non appare? Cosa gli è successo? C’è anche chi, guardando il trailer, ha ipotizzato che Kylo Ren possa essere proprio Luke passato al Lato Oscuro – ecco spiegata la sua fissazione per Darth Vader. Qualcun altro, tra cui il sottoscritto, più che altro spera non solo che Luke sia Kylo Ren, ma che il suo “portare a termine ciò che Vader ha iniziato” sia proprio la profezia riguardante il “riportare l’Equilibrio nella Forza” legata al padre degli Skywalker e che il Primo Ordine sia un mezzo per superare la dualità tra Lato Chiaro e Lato Oscuro, che il suo cedere all’oscurità sia solo un viaggio necessario per riportare la Forza alla sua Unità inscindibile.

Ma forse è troppo sperare, inutile farsi idee e “nuove speranze” con il rischio di vederle deluse. A noi tutti fan di Star Wars basterebbe solo rivivere in una nuova trilogia le stesse vibrazioni avvertite quando abbiamo visto per la prima volta le avventure di Luke, Leila e Han e di quando ci siamo innamorati perdutamente di Darth Vader.

Carlomanno Adinolfi

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