Roma, 10 nov – Le pensioni si avviano ad un adeguamento inevitabile, considerata l’inflazione su base annua che, ormai, sfiora la doppia cifra.

Pensioni, adeguamento all’inflazione

L’inflazione, come è noto, ha raggiunto livelli record nell’ultimo anno, in alcuni mesi sfiorando anche il 10%. Il tutto ha avuto conseguenze drammatiche sul tessuto sociale nazionale, nel quale il divario tra ricchi e poveri si è ulteriormente approfondito, dopo decenni in cui già non si trovava in condizioni esattamente idilliache: famiglie e imprese sono letteralmente sotto attacco. Un aumento del costo della vita così imponente che trova le sue origini anzitutto nella crisi energetica, visti i prezzi stellari prima di benzina e poi di materie prime come il grano, oltre che di luce e gas. Ambiti “strategici” che “a catena” hanno trainato tutto il resto. Logico che quindi un adeguamento di alcuni pagamenti statali, come le pensioni, dovesse arrivare. Ci sarebbe anzi da chiedersi perché sia avvenuto così tardi.

Quando scatterà e di quanto sarà

Per le pensioni, l’adeguamento partirà dal 1 gennaio 2023. Così riporta Tgcom24. Il decreto, firmato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, prevede un aumento pari al 7,3%. La nota del ministero afferma che l’aumento è stato calcolato sulla base della variazione percentuale dei prezzi al consumo fornita dall’Ista nella data del 3 novembre 2022.

Alberto Celletti

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