Roma, 10 nov – Adesso dell’ultimo “caso Ong” parla il premier Giorgia Meloni. Lo fa dopo giorni molto silenziosi sul tema, a parte un breve post su Facebook dell’altro ieri sera in cui, nonostante lo sbarco della quasi totalità dei clandestini a bordo di due delle tre navi “umanitarie” presenti sulle acque italiane, aveva ribadito l’intenzione di “mettere un freno all’immigrazione clandestina“.

Ong, Meloni: “Far sbarcare tutti? Decisione bizzarra dell’autorità sanitaria”

Il presidente del Consiglio parla agli eletti di Fratelli d’Italia. Parla, come riporta Tgcom24, di indottrinamento pro clandestinità perpetrato per decenni, un altro lavoro di cui il governo si dovrà occupare: “Siamo solo all’inizio del lavoro e c’è ancora molto da fare, anche per contrastare decenni di propaganda immigrazionista che si è sedimentata a ogni livello e che sovrappone il piano della protezione ai profughi con il controllo dei flussi migratori. Piani diversi che non vanno mescolati”. Ma più di questo, è interessante ciò che dice il premier riguardo agli sbarchi – alla fine della conta, totali, ben lontani da una “selezione” pianificata inizialmente – avvenuti per due delle tre navi Ong presenti sulle acque territoriali italiane: “Sui giornali ho letto stamattina titoli surreali, distanti dalla realtà. Ad esempio non è dipesa dal governo la decisione dell’autorità sanitaria di far sbarcare tutti i migranti presenti sulle navi ong, dichiarandoli fragili sulla base di possibili rischi di problemi psicologici. Scelta, quella dell’autorità sanitaria, che abbiamo trovato bizzarra”. Ovviamente, è partita immediata la replica del presidente dell’Ordine dei Medici Filippo Anelli: “Lasciamo fare le diagnosi a chi ha le competenze, la politica faccia il suo mestiere”.

Sarà vero, sarà falso, sarà esagerato? Chi può dirlo, adesso. Di sicuro, il presidente dell’Ordine dei Medici non pare avere idee esattamente anti-immigrazioniste, visto che qualche suo intervento in passato denunciava il “solito” ragionamento, quando si parlava di morti nel Mediterraneo: invece di scoraggiare il fenomeno, dobbiamo “salvare” ed occuparcene noi, in buona sostanza.

Una posizione di debolezza

Se è questa la strategia, al momento sembra piuttosto debole. Beninteso, come sempre, che il futuro non è nelle mani di nessuno e che le cose andranno giudicate a lungo andare, non certamente dopo un paio di settimane. Il governo – in teoria – avrebbe i mezzi per bloccare gli sbarchi e per non autorizzarli. Sappiamo che la pratica, specialmente nel confuso contesto odierno, fatto di una politica incapace di decidere e soggetta a mille pressioni, purtroppo è diversa. Ma sorge il legittimo sospetto che la strategia del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi abbia posto l’esecutivo in una posizione di intrinseca debolezza, puntando a una “selezione” che viene in brevissimo fagocitata dalle solite “tendenze culturali”, dovute alla miriade di mitragliatrici mediatiche e internazionali che assaltano l’Italia sulla questione immigrazione. Che poi sono sostanzialmente le stesse contro cui la Meloni si schiera quando parla di “decenni di propaganda immigrazionista”. Dunque, per metterla in parole semplici, partire con un “facciamo sbarcare solo i fragili” viene letteralmente cannibalizzato dagli ambienti circostanti e trasformato in “facciamo sbarcare tutti”.

Nonostante siano molti gli italiani che non ne possono più (e lo dimostrano i consensi dati e poi tolti a partiti come la Lega che se ne sono interessati in passato), ci sono tantissimi che sono “formati” all’accettazione supina del fenomeno, soprattutto se nella vita quotidiana esso non li tocca quotidianamente. Il problema, probabilmente, sta anche lì. E gli “sbarchi selettivi” si sono dimostrati un modo per prestarvi il fianco. Tanto da perdere la prerogativa della presunta “selezione” in modo molto veloce.

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. Giorgia ! ecco una proposta per fare in modo che gli invasori non sbarchino in Italia: L’Ambasciata Italiana in Germania, Svezia, Olanda, Belgio, offre contributo in denaro (500 Euro?) a ciascun migrante che sia sbarcato dalle navi ong nei rispettivi porti e che sia stato registrato dalle autorità portuali entro il termine di x giorni. Adatta questa iniziativa alle regole che conosci meglio di me e forse saranno i migranti stessi a rifiutarsi di scendere in Italia. La spesa per noi sarebbe molto inferiore a quella che andremmo a sostenere se sbarcassero qui perché a quanto si dice ci costano 5000 euro all’arrivo e poi 35/40 euro al giorno, più le refurtive da furti e rapine, più gli stupri, più i giudici per assolverli. Che ne dici ?.

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