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Bottai, Armanini, Di Chirico, italiani protagonisti in boxe, K-1 e MMA

by La Redazione
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di chirico

Roma, 13 apr – Lenny Bottai campione italiano superwelter di Pugilato. Davide Armanini campione europeo WTKA di K-1 a 75 kg. Alessio Di Chirico perde ai punti il suo match di esordio nel UFC nei pesi medi. Questo lo stringato bilancio del fine settimana degli sport da combattimento ad alto livello che hanno riguardato atleti italiani. Ma ognuno di questi eventi merita di certo qualche parola in più, perché il mero risultato alcune volte non è sufficiente a dare il senso di sport le cui dinamiche, sia dentro che fuori l’arena, sono più appassionanti del risultato stesso. Dove il come ed il quando interessano più del cosa. Per lo meno in alcuni casi.

Iniziamo dalla nobile arte, il pugilato. Lenny Bottai è un pugile che ha sempre legato il proprio sport alle proprie appartenenze e alle proprie idee politiche, ed a cui di certo non si può imputare una mancanza di coerenza, od una sudditanza a logiche del politicamente corretto. Solo per citare uno degli ultimi esempi, sul ring di Las Vegas, nel dicembre 2014, prima di finire al tappeto alla terza ripresa, salì con la maglia “No jobs act”. Nella serata di venerdì 8 aprile, tenutasi nella sua Livorno, Bottai, salito sul ring al suono degli “Assalti Frontali” e con la maglia “#iosono141” in ricordo delle vittime della nave “Moby Prince”, ha riconquistato il titolo italiano dei superwelter, che aveva già vinto una prima volta nel 2010, battendo proprio il pratese Francesco Di Fiore, colui che lo aveva sconfitto nel 2010 rubandogli il titolo. L’incontro è stato molto combattuto e mai scontato, dove, ad una maggiore scaltrezza di Di Fiore, Bottai ha risposto con solidità e costanza. E tutti e tre giudici, alla fine delle 10 riprese da 3 minuti, hanno dato la vittoria al pugile livornese. Match sentitissimo dal triplice valore. Sportivo, per via delle rivincita tra i due esperti pugili, entrambi sul finire delle proprie carriere. Rivalità, visto che entrambi sono rappresentanti di Livorno e Prato, due delle tante e belle città della Toscana la quale, come già Dante magistralmente insegnava, si è sempre distinta per spirito campanilistico. Ed anche politico, visto le idee sempre portate avanti da Bottai il quale non ha esitato, dopo aver brandito la cintura da campione, a definirsi “orgogliosamente comunista”. Ciò ha portato al consueto strascico di polemiche sul verdetto ed anche ad alcuni episodi di scontro tra opposti sostenitori. Peccato perché il ring è sinonimo di lotta, dura ma mai disonorevole, sanguigna ma mai scorretta, feroce ma mai infame. Ed il resto, in questo caso, non ci interessa.

Proseguiamo con la Kickboxing, specialità K-1, che tanto sta appassionando gli sportivi di tutto il mondo. In questo caso, purtroppo per appassionati e tifosi, c’è stata poca storia e poco spettacolo. Davide Armanini, dando realizzazione ai pronostici della vigilia, vince nettamente ed anzitempo contro il francofono Mehdi Kada. È bastata infatti poco meno di una ripresa, delle cinque previste, nella serata “Roma Fight Club” di domenica 10 aprile. L’analisi spiccia del match si potrebbe riassumere in sole tre parole: studio, lampo, sbaraglio. Purtroppo il suo avversario è sembrato troppo esiguo per il talento e la potenza del combattente romano. Sono bastati pochi momenti di studio, per lanciare una fulminea e potente combinazione conclusasi con una micidiale ginocchiata al fianco sinistro per far contare una prima volta Kada. Da lì un’altra tremenda scarica di ganci al fianco ed al viso hanno portato il francese, in vistosa difficoltà, ad essere nuovamente contato. E poi, nel proseguo, lo stesso arbitro ha preferito fermare l’incontro per risparmiare inutili continuazioni. Armanini è il nuovo campione europeo. Ed adesso, tutti gli amanti di questo sport, non possono se non augurarsi di vedere un campione del genere affrontare avversari molto ma molto più quotati. Staremo a vedere.

Lasciamo da parte il ring ed entriamo nella metallica gabbia ottagonale delle Mixed Martial Arts (MMA). Nella serata “UFC Fight Night 86” tenutasi a Zagabria sempre domenica 10 aprile, Alessio “Manzo” Di Chirico è stato sconfitto ai punti dal serbo Bojan “Serbian Steel” Velickovic nella categoria dei pesi medi a 84 kg. Il verdetto, alla fine delle tre riprese da cinque minuti, è stato unanime ma sul filo del rasoio. A dispetto dei cartellini, non è stato affatto un cattivo esordio per il lottatore romano nel più prestigioso circuito mondiale per le MMA, che aveva visto negli anni scorsi parteciparvi anche Alessio Sakara. Incontro disputato per la maggior parte in piedi in cui Alessio ha tenuto quasi sempre il centro, dimostrando superiorità con le braccia, mentre Bojan sembrava più a suo agio con calci e ginocchiate muovendosi ai bordi dell’ottagono. Il momento di maggior tensione è stato sicuramente sul finire delle seconda ripresa quando, a seguito di un takedown, ossia una proiezione a terra, da parte di Alessio, il suo avversario riusciva repentinamente a mettergli a leva il braccio in quella che viene chiamata “kimura”. Leva molto svantaggiosa ma in cui Alessio riusciva stoicamente a resistere fino al suono della campana. Guardando le statistiche ad esempio, molto dettagliate, rivelano 65 colpi significativi contro i 45 e due takedown ad uno in favore di Di Chirico. Forse, e ribadiamo il forse, la sconfitta è un verdetto che sta stretto all’italiano. Comunque un’ottima prova per il nostro Alessio, che speriamo possa solo essere fonte di miglioramento.

 

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1 commento

Anonimo 13 Aprile 2016 - 7:25

Ottimo grazie per le info

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